La musica progressive non è mai stata considerata per tutti, e potrebbe non sembrare tale nemmeno per essere ascoltata durante un’attività sportiva. Eppure, nell’ecclettismo, nelle dinamiche, nelle strutture e nelle melodie di questa genere musicale in piena evoluzione nei primi anni ’70, si possono nascondere non pochi utili preziosi aiuti per accompagnare lo sport, oltreché, naturalmente, allargare i propri orizzonti musicali e ammirare le perfette esecuzioni strumentali. I Genesis sono da considerarsi trai i gruppi più importanti di quel periodo musicale, e il leader del loro primo periodo, Peter Gabriel, tra i migliori esponenti della musica pop-rock a livello assoluto. Tanti sono stati gli album degni di nota, direi tutti i loro primi 6 album, escluso il primo, ma il più importante e forse utile per il nostro obiettivo è proprio l’ultimo di questi, “The Lamb Lies Down On Broadway”, del 1974, che rappresenta anche l’ultimo lavoro di Gabriel con il gruppo. Ed è proprio Peter Gabriel ad essere l’assoluto protagonista dell’album doppio (della durata di oltre un’ora e mezza), inventore del soggetto del concept e autore di quasi tutti i testi.
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giovedì 27 aprile 2017
mercoledì 12 aprile 2017
Musica in Movimento: Eminem - Curtain Call (the hits)
Tutti conoscono Michael Phelps, “lo squalo di Baltimora”, nuotatore tra i più grandi sportivi di tutti i tempi, vincitore del maggior numero di medaglie d’oro nella storia delle Olimpiadi, che proprio grazie al nuoto, alle grandi doti fisiche, e in misura ancora maggiore, ad una smisurata ambizione agonistica, è uscito da enormi difficoltà famigliari, sociali e umane. Qualcuno ricorderà di averlo vista prima di una delle sue gare di nuoto intento a concentrarsi con le cuffie sulle orecchie. E che musica ascoltava? Semplice, ascoltava un altro grande personaggio uscito da mille difficoltà (anche se talvolta ricadutoci in malo modo) grazie ad una passione, stavolta la musica: stiamo parlando di Eminem, rapper di Detroit che a inizio 2000 conquistò le vette delle classifiche di tutto il mondo, rivoluzionando completamente la musica rap e l’hip-hop grazie ad una fantasia sfrenata, a una penna mirabolante (in suo favore si sono scomodati anche premi Nobel e il più grande songwriter di sempre, Bob Dylan) e un gusto per la provocazione a volte esagerata, nonché dalla particolarità di essersi impossessato, da bianco, di una musica tipicamente caratterizzante i neri d’America.
È certo però che questa provocazione, questo suo ribellarsi ai benpensanti americani, allo show business (di cui però faceva parte con enorme furbizia e bravura), e alla società americana, con i suoi testi colmi di rabbia e perfida ironia, può essere ben adatta per caricarsi in vista di svariate attività sportive, non solo finali olimpiche in piscina.
Nel consigliare un album, rimane però difficile trovare solo uno. Sono pregevoli tutti i suoi primi lavori (escludendo l’esordiente “Infinite”, quindi si parla di “The Slim Shady LP”, “The Marshall Mathers LP”, “Eminem Show“, “Encore”), quindi forse la cosa migliore è considerare “Curtain Call”, vero Greatest Hits dei suoi primi lavori, il migliore a riguardo, specialmente per chi ha difficoltà ad assorbire la canzoni rap più ricercate.
mercoledì 5 aprile 2017
Musica in Movimento: Massive Attack - Mezzanine
Questa settimana proponiamo una musica utile specialmente in attività indoor. Ricordo quando anni fa avevo frequentato dei corsi di pilates e in sottofondo veniva quasi sempre messa questo tipo di musica: sto parlando del trip-hop, i cui veri e propri inventori sono stati gli inglesi Massive Attack. Ma chi sono i Massive Attack? Sulla carta sono solo due “non-musicisti”, Robert ‘3D’ Del Naja e Grant ‘Daddy G’ Marshall, affiancati negli anni da un grande elenco di personaggi legati a questo genere musicale, ma in particolare Tricky e, soprattutto nell’album che andiamo a proporre, Elizabeth Fraser.
Nel 1998 uscì “Mezzanine”, terzo album dei Massive Attack, che dopo gli inizi dove venivano convogliati hip-hop, soul, dance, new wave, raggae, dub in un’unica soluzione, spinsero le loro sonorità in ambienti più dark e psichedelici, a stretto contatto con il rock. Il senso di fluidità della loro musica può accompagnare attività dove anche la fluidità dei movimenti, eseguiti lentamente ma in maniera efficace, è essenziale e principale obiettivo.
giovedì 30 marzo 2017
Musica in Movimento: The Offspring - Ixnay On The Hombre
Dopo l'esplosione (e l'implosione) del movimento grunge a inizio anni '90, fu il pop-punk californiano a prendere in mano le redini del rock americano, per un periodo della durata in realtà di pochi anni, durante i quali però sono stati prodotti album di non disprezzabile valore. Il maggior successo è stato senza dubbio per i Green Day, seguiti a ruota dagli Offspring, che dopo gli inizi di carriera su sonorità più oscure, si sono via via spostati sempre più verso un pop fin troppo commerciale e dai risultati non sempre positivi. Gli Offspring avevano però in Dexter Holland, cantante e leader del gruppo, un ottimo autore di testi e interprete vocale, seppur con minor carisma e personalità del Billy Joe Armstrong dei Green Day.
Dopo il successo di "Smash", del 1994, con "Ixnay On The Hombre" del 1997, gli Offspring produssero un album dove convivevano la capacità di scrivere ottime canzoni alla necessità di creare nuovi brani da ritmi e melodie accattivanti per tenere alte le vendite. Inutile dire che rimane un buon album da ascoltare senza tropo impegno durante un'attività sportiva intensa.
mercoledì 15 febbraio 2017
Musica in Movimento: King Crimson - Discipline
Non potevano mancare tra i consigli musicali i capostipiti del rock-progressive britannico, i King Crimson, tenuti in vita nel corso della loro storia da Robert Fripp, l’unico vero Re Cremisi, demiurgo e ispiratore principale della band, Sole intorno a cui hanno girato alcuni tra i migliori musicisti di alt/prog-rock a partire dal 1969. Proprio nell’esordio del ’69 i King Crimson hanno dato vita all’album progressive per antonomasia, “In The Court Of The Crimson King”, capolavoro entrato di diritto nella storia della musica. Ma se all’interno di “In The Court” era presente un romanticismo barocco (illuminato dalle poesie di Peter Sinfield e dalla meravigliosa voce del compianto Greg Lake), e nei successivi lavori spiccavano ora romanticismo minimalista (“Islands”), ora sperimentazione sonora (“Larks’ Tongues In Aspic”), ora impressionismo espressivo (“Red”), è con “Discipline”, del 1981 (dopo 7 anni di silenzio), che Robert Fripp e compagni offrono spunti adatti anche agli sportivi, per le ritmiche dinamiche, sebbene originali e di non sempre facile assimilazione.
mercoledì 8 febbraio 2017
Musica in Movimento: Soundgarden - Superuknown
È uno dei grandi capolavori della Seattle di inizio anni ’90, centro del mondo del rock alternativo grazie a Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains e, naturalmente, Soundgarden, gruppi sul trono del grunge, il cui tragico finale coincide con lo sparo che nell’aprile del ’94 portò via Kurt Cobain, il proprio (involontario, ma fin troppo consapevole) portavoce; fu proprio nel marzo del 1994, che i Soundgarden fecero uscire questo capolavoro, il monumentale “Superuknown”, colonna sonora della fase terminale della scena di Seattle.
Dopo lavori in cui coincidevano hard rock, psichedelia, metal con ritmiche innovative, dal taglio scazzato e nichilista tipico del grunge, in “Superuknown” completarono il loro percorso, aggiungendo melodie (mai banali e scontate), pulendo leggermente il suono, smussando gli spigoli, e regalando il meglio della loro produzione musicale. Scontato dire che l’energia dell’album potrà fare al caso nostro.
mercoledì 1 febbraio 2017
Musica in Movimento: Ligabue - Buon compleanno, Elvis!
Bè, sì, era da inserire anche lui nei consigli musicali, perché in fondo proprio schifo schifo non facevano i suoi primi album, e anche se poi nel tempo non ha fatto altro che ripetersi o tentare strade non propriamente nuove, quello che ha fatto Ligabue con “Buon compleanno, Elvis!” non è stata poca cosa nella storia della musica italiana. Uscito nel 1995, ha superato il milione di copie vendute, che a memoria non so se sia più stato ripetuto in Italia, e non credo potrà avvenire ancora.
All’interno dei nostri confini c’è anche la convinzione che un buon pop-rock possa essere fatto solo all’estero, che in Italia possa esistere solo musica leggera di qualità scadente in contrapposizione al rock indipendente, e nient’altro. A dirla tutta, Ligabue, non è poi così lontano, musicalmente parlando, a Bruce Springsteen, per stile, genere, tematiche dei testi, vicinanza ai giovani “buoni” contro il resto del mondo “cattivo”, tutto in una semplicità a volte imbarazzante, ma capace di arrivare al cuore di milioni di persone, e per quanto riguarda il nostro paese, si tratta pur sempre di oro colato rispetto alla media della musica di successo italiana.
mercoledì 25 gennaio 2017
Musica in Movimento: Queens Of The Stone Age - Songs For The Deaf
Ripartiamo con un album essenziale degli anni 'zero', un lavoro semplice ma allo stesso tempo ricercato e originale, uno dei migliori del primo decennio di millennio, perfetto per dare ritmo ed energia: parliamo di "Songs For The Deaf" dei Queens Of The Stone Age.
Uscito nel 2002, l'album è una sorta di concept giocato in modo ironico, riconoscibile fin dall'introduzione: un uomo entra in auto e accende la radio, cercando poi le stazioni durate il viaggio nel deserto americano. Spesso all'inizio o al termine delle canzoni sono presenti gli intermezzi (quasi sempre ironici dei fittizi presentatori radiofonici.
Dopo il minuto di introduzione, parte il viaggio con la potete e urlata "You Think I Ain't Worth A Dollar, But I Feel Like A Millionaire". Sono già chiare le intenzioni del gruppo capitanato da Josh Homme, alle cui dipendenze torna dietro la batteria nientedimeno che Dave Grohl (Foo Fighters e ex Nirvana), che in "No One Knows" dona tutta la propria maestria per questa perla, tra le migliori rock-song degli ultimi 20 anni, giocata sempre tra ironia e furia rock.
mercoledì 21 dicembre 2016
Musica in movimento: Guns 'n Roses - Appetite For Destruction
Per il periodo natalizio sarebbe troppo scontato presentare un gruppo o un artista natalizio, ma musica adrenalinica, anfetaminica, da poter sfruttare per un'attività alla massima intensità: giusto per smaltire le fatiche culinarie, o per caricarsi dalla stanchezza (di qualunque genere) accumulata in questo periodo: parliamo di "Appetite For Destruction" dei losangelini Guns 'n Roses. Album del 1987, esordio della band, è tra i più vertiginosi esordi della storia del rock, perfetto emblema della formula sesso droga e rock'n'roll. Non amo i Guns particolarmente, ma pochi album caricano come questo, che non parla altro che di sesso, violenza, droga, eccessi, distruzione, decadenza.
"Welcome To The Jungle" apre le danze con il riff vertiginoso di Slash, e Axl Rose che dona immediatamente una delle sue migliori performance vocali di sempre. "It's So Easy" è un rock'n'roll abrasivo e sporco quanto basta, come "Nightrain": non c'è mai spazio per respirare. "Out Ta Get Me" è un urlo contro le paure, sempre a tutto volume e ritmo intenso.
mercoledì 14 dicembre 2016
Musica in movimento: Sonic Youth - Daydream Nation
Pochi gruppi hanno saputo suonare e cantare il disagio giovanile dell'America reaganiana degli anni '80, inglobando le tendenze che si stavano affacciando (il grunge) sulle ceneri dei tentativi rivoluzionari (il punk) e dello sperimentalismo d'avanguardia (la musica dissonante e/o l'industrial), come i newyorkesi Sonic Youth. Il loro "Daydream Nation", del 1988, ha rappresentato uno spartiacque del rock Made in USA, ma sarebbe riduttivo citarlo solo per questa qualità. È un album fondamentale in cui il quartetto ha saluto districarsi al meglio tra le loro sonorità distorte tipiche del noise (di cui rimangono i massimi esponenti), melodie perfettamente digeribili anche da orecchie non troppo abituate a suoni atonali, e, soprattutto per chi fa sport, pulsioni ritmiche intense e costanti.
giovedì 8 dicembre 2016
Musica in movimento: Arcade Fire - Funeral
Rimane a volte un mistero capire come in Italia alcuni gruppi musicali (o artisti in generale), da grande fama e successo internazionale, non riescano proprio a decollare. Destino condiviso da alcune band che vendono milioni di copie nel mondo, facilmente primi nelle classifiche di vendite e contemporaneamente elogiate dalla critica musicale. Uno dei casi che reputo più eclatanti riguarda gli Arcade Fire, gruppo canadese autore nel 2004 di un album d'esordio davvero epocale, "Funeral", considerato quasi all'unanimità dal mondo musicale come uno dei migliori prodotti del primo decennio del nostro secolo.
La loro ricetta musicale consiste in una sorta di collage tra il new wave fine anni '70, i primi U2, il David Bowie di Ziggy Stardust (in particolare nella voce), sound potente e variegato, arrangiamenti ricchi e ben curati, gusto per il barocchismo senza esasperazioni (che hanno invece condannato i Muse, ad esempio), capacità (mai semplice) di unire drammaticità a positività di fondo. Il senso del ritmo incessante, tipico della nuova new wave (e in questo simili agli Interpol), permette di sfruttarne le potenzialità anche durante attività sportive.
martedì 29 novembre 2016
Musica in Movimento: Black Sabbath - Paranoid
Torniamo a riproporre un po' di rock che ha fatto storia. Parliamo di un gruppo e di un album che hanno aperto la strada all'heavy metal, anzi, rimane forse il capostipite del genere: ecco i Black Sabbath e il loro "Paranoid". Uscito nel 1970, imperniato di misticismo (talvolta con riferimenti al limite del satanismo), con i sui cambi di ritmo, la chitarra tagliente e un base ritmica sempre intensa, è un album perfetto per accompagnare allenamenti vari.
Si apre con le sirene di "War Pigs", brano antimilitarista della durata di quasi 8', riff tanto semplici quanto fenomenali di Tony Iommi, la voce allucinata di Ozzy Osbourne, la batteria mirabolante di Bill Ward, il basso pulito e ovattato di Terry Geezer Butler. Breve cavalcata rock è la titletrack "Paranoid", con un riff da leggenda, un brano che più o meno ogni gruppo metal al mondo ha inserito nel proprio repertorio di cover.
mercoledì 23 novembre 2016
Musica in Movimento: Saint Motel - Voyeur
Piccola
premessa: non ascolto il gruppo di cui parlerò in questo articolo,
non mi piace particolarmente, e non mi piace il loro tipo di musica.
Ma c'è un ma. Tra tutta la musica pop commerciale degli ultimi anni,
quella dei Saint Motel è tra le poche che riesco a tollerare.
D'altronde c'è musica pop e musica pop, e la loro, proveniente dal
rock, ha un tocco di intelligenza e onestà difficilmente
riscontrabile altrove recentemente.
Il
loro album di debutto, "Voyeur", sembra fatto apposta per
far saltare e ballare, e allora perché non utilizzarlo durante lo
sport? Uscito nel 2012, "Voyeur" racchiude perfettamente
tutte le idee del giovane quartetto californiano, poi esplose due
anni dopo con il tormentone "My Type"
"Feed
Me Now" si apre con un semplice e accattivante riff di chitarra
dal richiamo latino, atmosfera da festa, e fiati che accompagnano il
ritornello trascinante. "Benny Goodman" prosegue con ritmo,
sound perfetto e un altro ritornello orecchiabile ma non per questo
scontato. "Puzzle Pieces" si apre con un giro di piano a
ritmo salsa latina, per poi andare avanti con la solita miscela di
melodia e ritornello seducente, con l'ottima voce di A/J Jackson. In
"Daydream/Wetdream/Nightmare" ecco un tocco di originalità,
data la divisione in tre parti della canzone: il vero protagonista
stavolta è il chitarrista solista Aaron Sharp.
mercoledì 16 novembre 2016
Musica in Movimento: Negrita - Reset
Non poche persone mi hanno parlato del bisogno di un conforto di una musica cantata in italiano per superare delle crisi o delle difficoltà, cosa ancora più comprensibile se si gareggia all'estero e per ore si sentono solo lingue straniere. I Negrita sono uno dei gruppi rock italiani più conosciuti, che nel 1999 con "Reset" raggiunsero il successo definitivo nel territorio nazionale. "Reset", quarto album della band, oltre a questo pregio "consolatorio", ha anche una gran forza esplosiva, intervallata da momenti più dolci e melodici, mix perfetto per ogni attività.
Si parte col riff di chitarra di Enrico Salvi che duetta con la voce di Paolo Bruni (per tutti semplicemente Pau) nel ritornello di "Mama Maé", pezzo ormai classico del rock nostrano, un inizio col botto. "Negativo" nel suo incedere sincopato non molla mai il passo, donando grande energia nel fervore elettrico.
mercoledì 9 novembre 2016
Musica in movimento: The Cure - Pornography
Appena stati in Italia per tre date, richiamando migliaia di nostalgici appassionati, i britannici The Cure sono stato senz'altro la più influente band dark-wave degli anni '80. E ancor di più, Robert Smith ne è stato il più influente personaggio. Affetto da una carica malinconica/romantica con pochi eguali, Smith è stato, insieme a Ian Curtis, il portavoce dei disagi generazionali del post punk settantino britannico. E in questo senso, "Pornography", del 1982, racchiude la perfetta essenza di quel sound, decadente, paranoico, teso, e allo stesso anche melodico e ritmico.
Batteria elettronica e tastiere aprono la nervosa "One Hundred Years", vero manifesto dark, con ritmo e tensione che non mollano mai per gli oltre 6 minuti di durata. "A Short Term Effect" presenta in primo piano la batteria di Laurence Tolhurst e il basso di Simon Gallup, meno tirata, ma sempre sofferente e senza pause.
mercoledì 2 novembre 2016
Musica in Movimento: Hüsker Dü - Zen Arcade
Tutto l'hardcore, o tutto il punk, o estendendo ancora di più, tutto il rock, si potrebbe dividere in un pre e post "Zen Arcade", capolavoro del 1984 degli americani Hüsker Dü. Perché tutto ciò? Semplicemente perché con questo album hanno mostrato tutte le enormi potenzialità dell'hardcore, non solo canzoni urlate e iper veloci su basi strutturali di 3 accordi, ma sonorità ricercate, continui cambi di umore e di ritmo, senza tralasciare un certo gusto per la melodia, mai banale e mai eccessiva, facendo da precursori al noise degli Sonic Youth e al grunge dei Nirvana, il tutto con un lavoro che rappresenta un vero e proprio concept-album, ovvero la storia di un ragazzo che lascia casa per vivere da solo, con tutte le sue vicissitudini. E non si può non consigliarne l'ascolto a tutto volume per accompagnare intense attività fisiche.
mercoledì 26 ottobre 2016
Musica in movimento: Godspeed You Black Emperor! - Lift Your Skinny Fists Like Antennas To Heaven!
Passiamo stavolta ad una musica poco conosciuta, un gruppo non facente parte del main stream, ma fondamentale soprattutto nel passaggio a cavallo dei due millenni: parliamo dei canadesi Godspeed You Black Emperor! e del loro album "Lift Your Skinny Fists Like Antennas To Heaven!", uscito proprio nel 2000. Spesso accostati al neo-progressive - o al post-rock - hanno invece sempre dimostrato di essere indipendenti da qualsiasi etichettatura, fedeli al loro modo di essere e suonare totalmente anarchico.
L'album - doppio - è lungo un'ora e mezza, adattissimo per lunghi allenamenti in solitaria, soprattutto se accompagnato anche dal resto della discografia. Si tratta di musica fondamentalmente strumentale, con pochi sprazzi qua e là di voci e dialoghi di fondo, ma mai vere melodie vocali. Quattro lunghe suite che permettono di entrare in stati quasi ipnotici. Nonostante la lunghezza non esiste noia e non esistono ripetizioni. Una selva sonora intensa e senza pause.
mercoledì 19 ottobre 2016
Musica in Movimento: Bob Dylan - Bringing It All Back Home
Vogliamo anche noi rendere omaggio a Bob Dylan dopo il suo recente incoronamento al Nobel per la letteratura? Certo che vogliamo! E bando subito alle critiche al suo premio: innanzitutto, al Nobel si dà fin troppa importanza, ed è abbastanza risaputa la capacità dell'Accademia svedese di sviare e fare scelte "particolari" (soprattutto nella letteratura), ma che i testi di Bob Dylan siano degni del più alto riconoscimento, è indubbio.
Riguardo alla sua musica, non è stato semplice scegliere un album da consigliare apprezzabile durante lo sport. I primi album troppo folk, semplice chitarra e voce, gli ultimi hanno richiami troppo classici, niente di memorabile; giusto mentre avevo deciso di dedicare l'articolo a "Highway 51 Revisited", il primo interamente elettrico, quello della svolta dichiarata del vecchio menestrello, quello di "Like A Rolling Stone", ecco che ho pensato al perfetto album da consigliare per chi si avvicinasse al grande Robert Allan Zimmermann (vero nome del cantautore), ossia "Bringing It All Back Home", del 1965: diviso in due parti, una elettrica e una acustica, racchiude perfettamente le prime delle molte anime di Dylan.
mercoledì 5 ottobre 2016
Musica in Movimento The Prodigy - The Fat Of The Land
Sabato, poco prima della partenza del Trail del Campo dei Fiori, tra varie canzoni rock, spunta fuori un pezzo dei Prodigy: esatto, quel gruppo techno/hardcore/big beat/elettronico che nel 1997 fece uscire dal circuito undergroung e dei rave party, quella musica apparentemente per fattoni. "The Fat Of The Land" fu un album epocale, un tassello in più rispetto al precedente (e pur pregevole) "Music For The Jilted Generation" - lavoro probabilmente più spontaneo, più vicino a quella nicchia di musica "da ballare" sotto effetti (spesso) di alcune sostanze - e senza dubbio quello più ascoltabile anche dai non esperti del settore. Ed è un album da far saltare la testa, e le gambe.
Si apre con uno dei successi del gruppo, "Smack My Bitch Up", ritmo che parte da subito alto, incessante, suoni che si rincorrono, voce ossessiva, e un intermezzo orientaleggiante: la perfetta summa dei nuovi Prodigy, o per meglio dire, del nuovo lavoro di Liam Howlett, la vera mente musicale del gruppo. Nella successiva "Breathe" si può notare il taglio techno/rock del nuovo sound, grazie al sottofondo pulsante del basso e la chitarra, con la voce roca del frontman Keith Flint (dall'acconciatura punk e dalle movenza da psicopatico).
mercoledì 28 settembre 2016
Musica in Movimento: Nick Cave And The Bad Seeds - Murder Ballads
È nelle sale cinematografiche in questi giorni il documentario di Andrew Dominik, “One More Time With Feeling”, incentrato su Nick Cave e la lavorazione dell’album “Skeleton Tree”, fortemente influenzato dalla tragica scomparsa del figlio 15nne nel luglio 2015. Ero intenzionato a proporre questo suo lavoro, intenso, profondo, bellissimo, ma forse un po’ troppo “pesante” da ascoltare durante un’attività fisica. Quindi, tra i tantissimi capolavori della incredibile e camaleontica carriera del grande cantautore australiano, opto per “Murder’s Ballad”, sorta di summa tra il proto-punk anni ’80, ossessivo, ossessionato, drammatico, e la successiva tappa più melodica, fatta di canzoni malinconiche che hanno caratterizzato i suoi anni 2000. C’è violenza, tantissima violenza in questo con album del 1996 che racconta di omicidi, killer psicopatici e tragiche e morbose storie d’amore finite tragicamente, ma anche melodia, creando ossimori dal fortissimo impatto. Insomma, non si salta a ballare, ma l’incedere è continuo, adatto per accompagnare ritmi medi.
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