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mercoledì 13 dicembre 2017

Le interviste di psicologia sportiva: elenco aggiornato 2017

Cosa differenzia Psichesport.com da un tradizionale sito di psicologia sportiva? Senza dubbio le sue interviste. Crediamo questo servizio sia unico e siamo sicuri non esista in nessun quotidiano, trasmissione televisiva o sito web. 

Tutte le interviste sono state realizzate da Cesare Picco, psicoterapeuta e psicologo dello sport, autore del libro Stress e Performance Atletica. Ad oggi siamo orgogliosi di affermare che sono presenti quasi 60 interviste a sportivi di livello internazionale, capaci di conquistare medaglie olimpiche e primeggiare in competizioni mondiali.

Quale canale di informazione vi permette di conoscere così da vicino i campioni dello sport senza pagare un euro? Noi. Perchè lavorare senza guadagnarci un euro? Passione e interesse. 

Di seguito vi forniamo l'elenco aggiornato delle nostre interviste:

lunedì 4 dicembre 2017

Dialogo col campione: Silvia Valsecchi

Silvia Valsecchi è una ciclista e pistard italiana, che corre per il Team BePink.

Nel suo palmares sono presenti numerosi successi, tra cui figurano medaglie d'oro nell'inseguimento a squadre a mondiali ed europei.

Anche a titolo individuale figurano risultati di prestigio assoluto sia in pista, che su strada.

Per chi fosse interessato a conoscere il palmares di Silvia Valsecchi: eccolo






Ciao Silvia, se dovessi descriverti come atleta con tre aggettivi quali sceglieresti?
Credo che i tre aggettivi che mi caratterizzano maggiormente siano: precisa, seria e adattabile.
Precisa perché negli allenamenti seguo scrupolosamente il programma e se c’è qualcosa che non riesco a fare (tipo ripetute o scatti) mi preoccupo di avvertire subito il mio allenatore per sistemare o variare il piano di allenamento in base alle competizioni che dovrò affrontare in seguito.
Seria perché ho fatto del ciclismo il mio lavoro oltre che la mia passione quindi ho dei doveri e delle regole da rispettare quando sono alle gare con la mia squadra così come quando mi alleno sulle strade di casa.
Adattabile perché dopo tanti anni di sport so che possono esserci degli imprevisti in gara oppure in allenamento e quindi devo essere in grado di rimediare adattandomi a ogni possibile situazione.

lunedì 27 novembre 2017

Dialogo col campione: Niccolò Bonifazio

Niccolò Bonifazio è uno dei ciclisti più promettenti del panorama italiano.

Nel suo palmares può già vantare alcuni importanti successi: Coppa Agostoni, Gran Premio di Lugano ed una tappa al Tour de Pologne.

Nel 2015 conclude 5° alla Milano Sanremo.











Ciao Niccolò, ti dedichi ad uno sport di endurance. Quali sono le caratteristiche mentali che contraddistinguono lo sportivo di endurance?
Sono caratteristiche che si costruiscono nel tempo. L'atleta di endurance è semplicemente uno sportivo che si è costruito in anni di allenamento.
Una persona normale, anche se molto dotata, non potrebbe mai competere ad alto livello in uno sport di questo tipo, perché non ha la base sia mentale e fisica costruita in anni di preparazione. La fatica tempra il corpo e la mente. 

martedì 8 agosto 2017

Dialogo col campione: Sara Varone

Sara Varone è una Karateka e psicologa dello sport.

Sara Varone ha ottenuto numerosi titoli a livello nazionale e internazionale. Nel 2016 ha terminato l'attività agonistica e oggi insegna Karate e Krav Maga.











Ciao Sara, pratichi Karate da più di 20 anni e hai vinto titoli a livello mondiale e nazionale. Quali credi siano le caratteristiche mentali che contraddistinguono un atleta in questo settore?

Ho vissuto tutte le mie fasi di vita insieme al Karate. Pratico da quando avevo 5 anni, quindi dal 1995. In ogni momento della mia pratica mi sono accorta che ci sono aspetti mentali che contraddisguono un Karateka.
Uno di questi è la concentrazione. Il Karate è fatto da tecniche di una certa difficoltà, a livello motorio e coordinativo. Sono movimenti che non si fanno tutti i giorni. Se non sei in grado di mantenere l'attenzione, apprendere diventa molto difficile.
Altro aspetto importante è il saper tenere duro. Questa risorsa si situa a metà strada tra l'automotivazione e la resilienza. Solo se sai tenere duro sei in grado di uscire da situazioni svantaggiose. Questo vale durante il combattimento in palestra, che si chiama Dojo, sia in situazioni esterne. Il Karate, a differenza di altri sport, può essere applicato anche in situazioni di vita, vista la sua efficacia in termini di difesa personale.
Altra dote mentale fondamentale riguarda la capacità di gestire la propria emotività: in gara, allenamento e in termini di difesa personale.

lunedì 24 luglio 2017

Dialogo col campione: Domenico Illuzzi

Domenico Illuzzi è un giocatore di Hockey su pista.

Vincitore dello scudetto con Lodi nella stagione 2016/2017 è uno dei pilastri della nazionale italiana con cui ha conquistato un titolo europeo nel 2014 e un secondo posto europeo nel 2016.






Ciao Domenico, se dovessi suddividere il successo sportivo in allenamento, doti atletiche e testa, quali sarebbero le percentuali? Puoi spiegarmi la tua scelta?

Secondo me le doti atletiche contano per il 40%, l'allenamento il 30% e la testa per il 30%. Le doti atletiche sono alla base del successo. L'allenamento è fondamentale, ma non basta per vincere. La testa gioca un ruolo fondamentale soprattutto nel saper fare la cosa giusta al momento giusto. 

martedì 13 giugno 2017

Dialogo col campione: Pasquale Maione

Pasquale Maione è un giocatore di pallamano, che milita tra le fila della Junior Fasano.

Pivot e capitano della Nazionale italiana, Pasquale Maione vanta nel suo palmares: 1 Coppa Italia con Secchia; 1 Scudetto e 1 Coppa Italia con Conversano; 2 Scudetti e 2 Coppe Italia con Bolzano; 1 Scudetto e 1 Coppa Italia con Fasano.

Con la Nazionale Italiana ha raggiunto un quarto posto ai Giochi del Mediterraneo del 2013.









Se il successo fosse il risultato di testa, doti atletiche e allenamento, quali percentuali assegneresti a queste componenti? 

Allenamento 45%; Testa 35 %; Doti atletiche 20%.

giovedì 18 maggio 2017

Dialogo col campione: Gabriele Abate

Gabriele Abate è un runner specializzato nella corsa in montagna.

Nel suo palmares figurano prestigiosi traguardi. Gabriele Abate è stato: Vice Campione individuale 2005 di corsa in Montagna a Wellington (New Zeland) e Vice Campione Europeo 2011 di Corsa in Montagna a Bursa (Turchia).

A squadre ha conquistato i titoli mondiali nel 04’, 05’, 07’, 08’, 11' e il titolo europeo negli anni 05’, 06’, 07’, 08’, 10', 11', 12'

A livello nazionale ha ottenuto il titolo di Campione Italiano Lunghe Distanze nel 2010, 2011 e 2012







Ciao Gabriele, sei molto conosciuto nell'ambiente della corsa. Per chi non ti conosce, ma anche per chi ti conosce, puoi spiegare quali sono i tuoi principali punti forti che ti rendono un atleta di alto livello?

Sicuramente la testardaggine e poi sono molto meticoloso nella preparazione di un evento

venerdì 28 aprile 2017

L'elenco aggiornato delle interviste di psicologia sportiva

Senza dubbio la rubrica che caratterizza maggiormente www.psichesport.com e che lo distingue da i numerosi siti sportivi sono le interviste con i protagonisti di ciclismo, podismo, pallavolo, Trail e di svariate altre discipline.
In questo articolo vi presentiamo l'elenco aggiornato delle interviste consultabili, per conoscere il lato umano di molti campioni e per addentrarvi nei segreti della loro preparazione mentale:

lunedì 24 aprile 2017

Dialogo col campione: Massimiliano "Massi" Milani

Massimiliano "Massi" Milani è padre, manager e forte runner.

Negli ultimi anni ha ottenuto una crescita costante, che gli ha permesso di inserirsi tra i più forti podisti italiani over 40.

Conosciuti e apprezzati sono gli articoli di approfondimento sportivo, da lui, curati per therunningpitt.com









Ciao Massi, so che sei stato prima un runner “tapascione” e ora sei a tutti gli effetti un “agonista”. In passato c'era già una parte di te agonista? C'è ancora, in te, una parte tapasciona?

Sai Cesare, la risposta è abbastanza semplice. Ho iniziato un'esperienza professionale fuori dall'Italia che mi ha portato molto spesso, se non quasi sempre, a mangiare al ristorante. Nei primi due anni sono ingrassato in maniera importante. L'essere in sovrappeso è stato l'evento scatenante per iniziare a correre.
Quasi da subito mi sono reso conto di avere la possibilità di migliorare molto rapidamente. Poi, leggendo il famoso libro del professore sudafricano Noakes “The Lore of Running”, ho compreso come il principale fattore limitante per un Runner fosse la velocità. Io, nonostante il sovrappeso, correvo già abbastanza forte. Per darti un'idea, dopo poche settimane, anche se solo per un minuto, correvo a 3'40 al km. Partendo da questo presupposto, il mio percorso è stato pianificato, non tanto per aumentare la velocità, ma la resistenza alla velocità. Nel corso di 7 anni sono riuscito ad aumentare il numero di km da correre a un dato ritmo e in parte anche a correre più rapidamente.
Quindi, per rispondere alla tua domanda, da una parte non credo di essere mai stato un tapascione. Mi sono sempre dato degli obiettivi di miglioramento, seppure connessi alle mie di prestazioni e meno al confronto con gli altri. Non mi è mai interessato vincere o arrivare sul podio in una competizione. Il mio desiderio è sentirmi bene dal punto di vista mentale e raggiungere determinati obiettivi cronometrici.
Dall'altra parte, in me c'è sempre una parte tapasciona. Il mio approccio agli allenamenti è Slow. Cerco costantemente di allenarmi lentamente. Con i viaggi, gli spostamenti, lo stress derivante dal mio essere manager, non posso spingere al massimo. Solo 1 o 2 giorni a settimana posso correre forte. Il resto dei giorni io sono un tapascione. Sono un tapascione per l'80% del tempo.

lunedì 20 marzo 2017

SportivaMente: Manuela Ansaldo

Manuela Ansaldo è psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.

Specializzata in psiconeuroimmunologia, con un dottorato in neuroscienze e una formazione in psicologia dello sport. 

Dal 2015 ha avviato il progetto "Teraplando: fare terapia pedalando"










Ciao Manuela, posso chiederti di presentare chi sei e di cosa ti occupi?

Sono una psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Ho una specializzazione in psiconeuroimmunologia, un dottorato in neuroscienze e una formazione in psicologia dello sport. Posso dire di avere speso molto tempo all'interno della mia carriera accademica.
Contemporaneamente alla mia formazione ho sempre praticato sport. Ho iniziato andando in palestra, in un contesto chiuso da indoor. L'attività sportiva non rivestiva per me unicamente un obiettivo fisico, ma legato anche al mio benessere psicologico.
Alla termine del dottorato in neuroscienze, il dottor. Massimo Biondi titolare della cattedra di Psichiatria della Sapienza, conoscendo la mia formazione sportiva, il mio lavoro nei centri sportivi con l'indoor cycling, mi consigliò la lettura di un articolo in cui descriveva gli effetti terapeutici dell'attività aerobica. Da quel momento ho iniziato una ricerca bibliografica volta ad indagare tutti gli effetti benefici dell'attività aerobica sul cervello, inteso sia come organo, che da punto di vista psicologico. Ho potuto così iniziare a stendere il razionale scientifico di “Teraplando: fare terapia pedalando”.

lunedì 20 febbraio 2017

Dialogo col campione: Ivana Iozzia

Ivana Iozzia è una podista italiana, che si dedica principalmente alla specialità della maratona.

Ivana Iozzia si è laureata campionessa italiana di maratona per 3 volte, nel 2005, 2007 e 2012.














Ciao Ivana, per iniziare questa intervista vorrei domandarti quanto secondo te in percentuale conta l'aspetto mentale in una prestazione.

Ormai da qualche anno sono molto interessata all'aspetto mentale legato allo sport. Credo che un buon 40% della prestazione sia legato alla testa. Particolarmente importante è avere un atteggiamento positivo e propositivo in allenamento e in gara. Anche la fiducia in se stessi è una parte centrale.

Tu sei solita affiancare all'allenamento fisico, anche aspetti mentali?

Sono solita associare l'allenamento mentale a quello fisico. Credo sia importante ricordarci di quanto sia fondamentale curare anche l'aspetto mentale. 
Ti faccio un esempio. Tempo fa ero nel mio Magic Moment e ho preso parte ad una gara a Besozzo. In quel momento dissi al mio allenatore che volevo partecipare anche alla seguente gara a Osimo, per tentare la qualificazione agli europei di cross.
Nella gara di Osimo mi sono fermata dopo il primo giro. Analizzando la prestazione nel dettaglio, mi sono accorta di come abbia sbagliato l'approccio mentale e di come l'approccio mentale ha influenzato l'andamento negativo della gara.
Non esisteva nessuna ragione concreta perchè io non ottenessi un buon risultato. Venivo da un momento positivo, ero in gran forma perchè venivo dall'allenamento fatto per la maratona, avevo ottenuto buoni risultati nelle settimane precedenti e mi sentivo carica. A fronte di questi dati è evidente come io abbia sbagliato l'approccio mentale.

lunedì 6 febbraio 2017

SportivaMente: intervista a Marco Montemagno

Marco "Monty" Montemagno è il maggiore esperto di web italiano. 

Imprenditore di successo, consulente in programmi televisivi, selezionatore di startupper, è diventato noto dopo aver pubblicato un video in internet ogni giorno dal 2015. Da poco è edito il suo bestseller "Codice Montemagno".

Prima di intraprendere la carriera imprenditoriale è stato un giocatore di ping pong professionista tra i primi 5 di Italia. 

Marco "Monty" Montemagno nel suo cv può inoltre vantare di essere una persona rispettosa, alla mano e genuinamente umana, nonostante il successo raggiunto. 

In questa intervista, dialogando con Cesare Picco, psicologo di "PsicheSport", ci parla di approccio mentale nello sport e di psicologia sportiva.


INTERVISTA A CURA DI:
Cesare Picco autore del libro "Stress e Performance Atletica"
Psicologo/Psicoterapeuta e psicologo dello sport



lunedì 30 gennaio 2017

Dialogo col campione: Davide Martinelli

Davide Martinelli è un ciclista italiano che corre per la Etixx-Quick Floors. 

Figlio di Giuseppe Martinelli, attuale direttore sportivo dell'Astana Pro Team, Davide Martinelli si fa subito conoscere nel ciclismo professionistico ottenendo due vittorie nella sua stagione d'esordio.

Ottimo cronoman, velocista e passista si propone al ciclismo italiano come uno dei giovani più interessanti.







Ciao Davide, le tue caratteristiche ti predispongono per le volate. Quali credi siano gli aspetti mentali che possiede un buon velocista?

La concentrazione è senza dubbio un requisito fondamentale, perchè tutto si decide in frazioni di secondo. In volata è necessario mantenere la giusta freddezza per saper optare per la decisione migliore, senza lasciarsi influenzare troppo dall'emotività e dal desiderio di fare risultato a tutti i costi.
Un corridore deve saper rimanere calmo per valutare se il punto che ha scelto per passare è quello giusto o se è meglio aspettare 50 metri. Sangue freddo e calma sono fondamentali, anche se non è sempre semplice mantenerle.

lunedì 19 dicembre 2016

Dialogo col campione: Oliviero Bosatelli

Oliviero Bosatelli è un runner specializzato nelle ultra distanze e negli ultra Trail.

Vincitore dell'edizione 2016 del Tor des Geants, Endurance Trail che si snoda per 330km in Valle D'Aosta. 







Negli ultimi mesi sei stato spesso sotto i riflettori mediatici. Se dovessi descrivere la persona che sta dietro all'atleta con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Io mi sento ancora la persona che c'era il giorno prima di diventare protagonista a livello mediatico. Per me non è cambiato nulla, ma preferisco lasciare giudicare gli altri.

E se dovessi scegliere 3 aggettivi?

Dicono che sono: disponibile, umile e simpatico.

lunedì 12 dicembre 2016

Dialogo col campione: Alice Arzuffi

Alice Arzuffi è una ciclocrossista e ciclista italiana.

Nonostante la sua giovane età, Alice Arzuffi ha ottenuto il titolo di campionessa italiana di ciclocross nel 2016, 2015, 2014, 2013 e 2012.

Tra i suoi risultati di maggior rilievo figurano: una medaglia di bronzo nella coppa del mondo di ciclocross tenutasi a Zeven nel 2016 e una seconda posizione ai campionati Europei.








Se dovessi presentarti con tre aggettivi che ti rappresentano come atleta, quali sceglieresti? Perchè?

Tenace, determinata e so apprezzare l'esperienza delle persone che mi stanno attorno.

Posso chiederti di spiegarmeli?

Sono teneace e determinata, perchè quando mi prefisso un obiettivo faccio di tutto per raggiungerlo. Questo non significa che ci riesca sempre, ma do sempre il massimo e metto tutta me stessa per ottenere ciò che voglio.
Apprezzo l'esperienza delle persone che mi stanno attorno, perchè so ascoltare i consigli che mi vengono dati. Penso di saper imparare sempre nuove cose, per potere così migliorare. Ogni persona, che fa parte da tempo del mondo del ciclismo, credo abbia un bagaglio di informazioni che possono tornarmi utili.

venerdì 2 dicembre 2016

Le interviste di psicologia sportiva di PsicheSport

PsicheSport è un sito di approfondimento sportivo, che dedica la sua attenzione alla componente mentale insita nella pratica sportiva. Una delle rubriche di maggiore interesse e più arricchente sia per i lettori, che per il nostro team, sono le interviste che svolgiamo con atleti professionisti, ex professionisti, semi-professionisti e con specialisti del mondo sportivo quali allenatori, preparatori atletici e psicologi dello sport.

All'interno di questa rubrica abbiamo la possibilità di comprendere quale ruolo giochi l'aspetto mentale nelle diverse discipline sportive, la parte da questo ricoperta per ottenere successi e poi riconfermarsi, quali caratteristiche di personalità coltivare per allenarsi a 360°, oltre che per conoscere meglio sportivi che conosciamo unicamente sotto l'aspetto atletico.

Ad oggi sono quasi 50 le interviste già realizzate. Per semplicità, possiamo, così, raggrupparle in macro-categorie sportive:

lunedì 28 novembre 2016

Dialogo col campione: Sabino Brunello

Sabino Brunello è un grande maestro di scacchi.

Sabino Brunello, classe 1989, è una delle colonne portanti della nazionale italiana, che rappresenta dal 2006. 

Finalista della coppa del mondo FIDE nel 2012, pluricampione italiano a cadenza rapida, è anche vincitore di diversi tornei internazionali, tra i quali il prestigioso Gruppo C del Torneo Tata Steel di Wijk aan Zee (2011) e l'open di Durban (2014).








Secondo te ci sono delle connessioni tra lo stile di gioco di uno scacchista e come si approccia alla vita? Ad esempio una difficoltà a chiudere, uno stile aggressivo nel raggiungere l'obiettivo prefissato o un'attenzione alla strategia... 

Credo che molte persone sulla scacchiera si trasformino. Nella mia esperienza, ho avuto la possibilità di conoscere persone docili, nella vita, capaci di tenere tecniche di gioco molto aggressive. Non saprei dirti se c'è realmente un collegamento. 

lunedì 14 novembre 2016

Dialogo col campione: George Biagi

George Biagi è il capitano delle Zebre Rugby, franchise italiana di rugby a 15 con sede a Parma, che partecipa da tale data al Pro12, campionato interconfederale tra franchise gallesi, irlandesi, scozzesi e italiane.

George Biagi, che ricopre il ruolo di seconda linea, ha collezionato numerose presenze con la nazionale italiana di Rugby








Il rugby è uno sport di squadra. Quali sono le caratteristiche di un team coeso ed affiatato? Può un team conflittuale al suo interno essere un team vincente?

Credo che il rugby sia uno sport in cui la coesione e l'affiatamento di gruppo siano particolarmente presenti e importanti. Sono infatti presenti dei momenti specifici per creare gruppo e relazioni, come ad esempio il terzo tempo.
Per ottenere buoni risultati credo che la coesione sia un ingrediente importante, anche se con l'avvento del professionismo alcune cose sono cambiate. Nel professionismo forse c'è meno affiatamento di gruppo, ma c'è l'obiettivo comune di vincere e, di conseguenza, ognuno fa la sua parte per la vittoria.

lunedì 17 ottobre 2016

Dialogo col campione: Massimiliano Mondello

Massimiliano Mondello con i suoi 34 titoli assoluti è stato il giocatore italiano di tennistavolo più titolato di tutti i tempi.
Ha vinto 10 titoli italiani individuali assoluti, 8 nel doppio maschile, 5 nel doppio misto, 11 scudetti nella seria A1. 
Massimiliano Mondello, a livello internazionale, è stato medaglia d'argento di doppio con Lorenzo Nannoni ai Giochi del Mediterraneo del 1993; ha raggiunto con la Nazionale italiana il terzo posto nei Campionati mondiali del 2000 a Kuala Lumpur, risultato più prestigioso mai raggiunto dall'Italia nel tennistavolo. A squadre ha raggiunto 2 finali e 2 semifinali di Coppa Campioni.








Ciao, per iniziare vorrei chiederti se secondo te esistono delle doti mentali che caratterizzano il buon giocatore di tennis tavolo. Cosa ne pensi?

Secondo me, nel tennis tavolo, come in tutti le discipline, ci deve essere il giusto approccio allo sport professionistico. Fare sport a livello amatoriale e a livello professionistico sono due cose molto diverse.
Quando giochi a livello professionistico devi essere pronto a gestire momenti di alta tensione. In campionati europei, mondiali e Pro Tour la testa diventa un fattore molto importante. Conta per il 70/80%, a mio parere, nel tennis tavolo.
Ciò che fa la differenza nel mondo professionistico è proprio la testa e il saper avere il giusto approccio allo sport e alla vita professionistica. Se non riesci a stare concentrato e non sei capace di reggere stress intensi o a lungo termine troverai molte difficoltà nel professionismo. La tecnica può essere migliorata e modificata, ma non basta.
Puoi fare un buon torneo, ma se non hai la testa non riuscirai ad avere la giusta continuità per farne 10 di fila. La continuità è un ingrediente importante per diventare un giocatore di alto livello.

lunedì 10 ottobre 2016

Dialogo col campione: Giulio Ornati

Foto di Andrea Callera
Giulio Ornati è un trailer italiano, che corre nel Team Salomon Isostad.

Vincitore di numerose competizioni, ha riportato l'Italia nella top ten dell'Ultra Trail du Mont Blanc dopo quasi 10 anni. L'ultimo a riuscire nell'impresa è stato infatti Tagliaferri nel 2008.












Quest'anno all'UMTB hai portato a termine una gara super, caratterizzata da un'ottima tenuta fisica e mentale. Prima dell'UTMB hai però sempre dato il meglio di te su distanze più corte. Cosa è cambiato? Hai svolto una preparazione anche mentale o unicamente fisica?

La modifica più grande è stata iniziare a farmi seguire da Fulvio Massa. Prima ero una sorta di autodidatta, ora Fulvio, che è diventato il mio allenatore, mi segue sotto tutti gli aspetti. Questo è stato un grande cambiamento.
Un aspetto ulteriore è che ho impostato tutta la stagione sull'obiettivo UTMB. Tutte le gare erano in funzione del bianco e anche gli allenamenti, seppure fossero finalizzati alla gara più vicina, avevano sempre un occhio per l'UTMB.
Inoltre, dal punto di vista mentale, ho iniziato a fare Yoga. Ho notato che oltre a rilassarmi nell'ora/due ore di pratica, forse mi ha permesso di prendere maggiore consapevolezza del mio corpo, della mia mente e a tenerli insieme. Credo anche questo mi abbia aiutato.