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venerdì 17 marzo 2017

Stress e tipologie atletiche

Non propriamente un articolo quello di questa settimana, ma la presentazione di un'attività a cui Psichesport prenderà parte sabato 1 aprile.

Nel week end del Vibram Maremontana Trail di Loano, Cesare Picco sarà presente sul palco allestito presso lo spazio Orto Maccagli con alcuni atleti elite per ragionare su come lo stress può influenzare le presentazioni sportive.

Non tutti gli atleti reagiscono allo stesso modo al crescere dello stress. Alcuni ottengono le migliori performance quando il livello di stress è contenuto, altri quando è moderato e alcuni quando lo stress è decisamente elevato.

In un dialogo a più voci vedremo come i livelli di stress siano intimamente connessi alla predisposizione per distanze più o meno lunghe e per sport di durata più o meno lunga. Aspetto di grande interesse consisterà nel ragionare insieme ad atleti elite, per declinare concetti teorici nella pratica sportiva di ogni giorno.

A breve maggiori dettagli rispetto ai nomi degli atleti coinvolti.

Vi invitiamo al Vibram Maremontana Trail per condividere un week end di sport, di mare e di psicologia sportiva a Loano. Non mancate!





venerdì 16 dicembre 2016

Allucinazioni in gare di ultra distanza e ultra trail

Il post di oggi prende spunto da una domanda che ci è stata posta da un lettore del sito, Matteo Zardini. La domanda verte sul tema delle allucinazioni visive e sonore in gare di ultra distanza e ultra trail. Eccola riportata di seguito.

"Avete mai affrontato il tema delle allucinazioni e dei deja vu in gare di endurance? Può essere considerata una cosa per certi versi "normale" oppure c'è da stare particolarmente attenti? Non se ne parla molto fra i corridori di Ultra Trail e trovo che ci sia un pò di confusione e timore ad affrontare l'argomento"

lunedì 10 ottobre 2016

Dialogo col campione: Giulio Ornati

Foto di Andrea Callera
Giulio Ornati è un trailer italiano, che corre nel Team Salomon Isostad.

Vincitore di numerose competizioni, ha riportato l'Italia nella top ten dell'Ultra Trail du Mont Blanc dopo quasi 10 anni. L'ultimo a riuscire nell'impresa è stato infatti Tagliaferri nel 2008.












Quest'anno all'UMTB hai portato a termine una gara super, caratterizzata da un'ottima tenuta fisica e mentale. Prima dell'UTMB hai però sempre dato il meglio di te su distanze più corte. Cosa è cambiato? Hai svolto una preparazione anche mentale o unicamente fisica?

La modifica più grande è stata iniziare a farmi seguire da Fulvio Massa. Prima ero una sorta di autodidatta, ora Fulvio, che è diventato il mio allenatore, mi segue sotto tutti gli aspetti. Questo è stato un grande cambiamento.
Un aspetto ulteriore è che ho impostato tutta la stagione sull'obiettivo UTMB. Tutte le gare erano in funzione del bianco e anche gli allenamenti, seppure fossero finalizzati alla gara più vicina, avevano sempre un occhio per l'UTMB.
Inoltre, dal punto di vista mentale, ho iniziato a fare Yoga. Ho notato che oltre a rilassarmi nell'ora/due ore di pratica, forse mi ha permesso di prendere maggiore consapevolezza del mio corpo, della mia mente e a tenerli insieme. Credo anche questo mi abbia aiutato.

lunedì 26 settembre 2016

Dialogo col campione - Marco Zanchi

Marco Zanchi è un runner specializzato nei Trail e nelle ultradistanze.

Marco Zanchi sta vivendo una stagione agonistica eccezionale, coronata dalle prestazioni alla Lavaredo Ultra Trail e all'Ultra Trail du Mont Blanc.

Attualmente Marco Zanchi è in sesta posizione nell'Ultra Trail World Tour Rankings, oltre ad essere primo italiano in classifica






Dal punto di vista mentale credi ci siano delle caratteristiche che differenziano l'ultratrailer elite dal normale amatore? Se si quali?

Secondo me, no. Gli aspetti mentali, la capacità di resistere alla fatica e la motivazione credo siano indipendenti dalla velocità con cui un atleta conclude una gara. Questi elementi ognuno va a cercali dentro di sé. Non importa che tu sia un top runner, un elite o un tapascione.
A livello mentale credo che l'impegno richiesto da una gara sia sempre il medesimo e così vale anche per la capacità di reagire in situazioni delicate. Anzi, secondo me è più frequente che molli di testa un atleta d'elite quando percepisce di non essere in grado di competere con i propri rivali. Queste condizioni rendono più fragile l'atleta elite. Un amatore ha come unico scopo terminare la gara e il suo rivale è il traguardo e questo, forse, lo rende più forte.

giovedì 23 giugno 2016

Libreria dello sport: Fulvio Massa - Manuale del trail running

Chi è l'autore: Fulvio Massa, allenatore, massofisioterapista, organizzatore del trail Le Porte di Pietra.

Di cosa parla: tutto, ma davvero tutto, sul trail running. A partire dalla storia di questo sport, per arrivare ai consigli su allenamento, alimentazione, equipaggiamento, tattica, tecnica. Ricco di tabelle di allenamento di facile intuito e adattabili da chiunque per qualunque esigenza.

A chi può interessare: a chiunque voglia avvicinarsi al trail ma non sa come. A chiunque vuole approfondire ogni aspetto legato al trail, per potersi di conseguenza divertire di più.



lunedì 16 maggio 2016

Dialogo col campione - Fabio Meraldi

Fabio Meraldi è stato una guida alpina, uno scialpinista e soprattutto Skyrunner.

Da scialpinista ha vinto 4 titoli Europei, 9 Italiani, 3 coppe Dolomitiche e 2 Coppe delle Alpi, oltre ad aver conquistato per 10 edizioni la Pierra Menta.

Detentore di numerosi record mondiali di salita e discesa, tra cui ricordiamo: monte Kenia, Aconcagua in Argentina, Tiangboche Namche Bazar in NepalMonte Bianco, Monte RosaCima Tofane.


Secondo te ci sono delle qualità mentali che accomunano lo Skyrunner eccellente e la guida alpina eccellente?

Prima di diventare guida alpina sono stato un frequentatore e appassionato della montagna, sono stato alpinista e Skyrunner. Credo questa evoluzione sia stata un passaggio quasi naturale e, a titolo personale, credo queste attività abbiano molto in comune.
A livello mentale credo un buono Skyrunner debba essere capace di gestirsi, tenendo sempre una parte di energia per uscire indenne da gare e allenamenti. Riuscire a non svuotare mai il serbatoio ti permette di tutelare la sicurezza.
Se desideri correre sulle parti più impervie della montagna credo che questo sia l'aspetto più importante. Avere sempre una percentuale di riserva ti permette di tornare a casa indenne.

venerdì 6 maggio 2016

Dialogo col campione - Katia Fori

Katia Fori è un'atleta e runner italiana, del team Kinomana Tecnica, specializzata nell'ultratrail,.


Vincitrice in numerose competizioni italiane è una delle pedine della nazionale.

Katia Fori inizia la sua avventura da runner nel 2007 e da subito iniziano ad arrivare i primi risultati, fino a diventare una delle atlete di maggiore spicco nel panorama nazionale.










Ciao Katia, quando ci siamo incontrati mi hai trasmesso una sensazione di “delicatezza”. Quando gareggi credi emergano delle parti di te che rimangono sullo sfondo nella vita quotidiana o credi invece ci sia una sorta di continuità?

Delicatezza…. veramente me lo hai fatto notare tu, comunque anche io penso di trasmettere delicatezza. Il mio approccio alla corsa, prima, durante e dopo la gara, non è un approccio aggressivo. Credo questo accada, perchè io mi sento un amatore della corsa e non una professionista.
Detto questo sono una persona determinata che ama fare bene ciò che fa, in ogni ambito della sua vita, sia che si parli di lavoro, sport o negli hobby. Non ho molte mezze misure, quando intraprendo un'attività mi piace farla al 100%.