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venerdì 16 dicembre 2016

Allucinazioni in gare di ultra distanza e ultra trail

Il post di oggi prende spunto da una domanda che ci è stata posta da un lettore del sito, Matteo Zardini. La domanda verte sul tema delle allucinazioni visive e sonore in gare di ultra distanza e ultra trail. Eccola riportata di seguito.

"Avete mai affrontato il tema delle allucinazioni e dei deja vu in gare di endurance? Può essere considerata una cosa per certi versi "normale" oppure c'è da stare particolarmente attenti? Non se ne parla molto fra i corridori di Ultra Trail e trovo che ci sia un pò di confusione e timore ad affrontare l'argomento"

venerdì 6 maggio 2016

Dialogo col campione - Katia Fori

Katia Fori è un'atleta e runner italiana, del team Kinomana Tecnica, specializzata nell'ultratrail,.


Vincitrice in numerose competizioni italiane è una delle pedine della nazionale.

Katia Fori inizia la sua avventura da runner nel 2007 e da subito iniziano ad arrivare i primi risultati, fino a diventare una delle atlete di maggiore spicco nel panorama nazionale.










Ciao Katia, quando ci siamo incontrati mi hai trasmesso una sensazione di “delicatezza”. Quando gareggi credi emergano delle parti di te che rimangono sullo sfondo nella vita quotidiana o credi invece ci sia una sorta di continuità?

Delicatezza…. veramente me lo hai fatto notare tu, comunque anche io penso di trasmettere delicatezza. Il mio approccio alla corsa, prima, durante e dopo la gara, non è un approccio aggressivo. Credo questo accada, perchè io mi sento un amatore della corsa e non una professionista.
Detto questo sono una persona determinata che ama fare bene ciò che fa, in ogni ambito della sua vita, sia che si parli di lavoro, sport o negli hobby. Non ho molte mezze misure, quando intraprendo un'attività mi piace farla al 100%.

venerdì 8 aprile 2016

La gestione della crisi in corsa: parola agli atleti


Il week-end del 2 e 3 aprile ha visto il team di PsicheSport impegnato al MareMontana Trail a Loano.

Stefano Ruzza ha ottenuto una prestigiosa quarta posizione sul percorso di 60 km e 3481 metri di dislivello, mentre Cesare Picco ha avuto l'occasione di moderare uno spazio di riflessione sul tema della "crisi e della gestione della crisi in corsa", accompagnato da un pubblico interessato e da alcuni atleti "elite".

Gli atleti che hanno preso parte a questo momento sono stati: Stefano Ruzza e Marco Zanchi del team Vibram, Katia Fori del team Kinomana -Tecnica e Ivan Zufferli del team X-Bionic.

lunedì 21 marzo 2016

Dialogo col campione - Antonio Filippo Salaris

Antonio Filippo Salaris è un atleta italiano specializzato nelle ultra-maratone e nelle ultra-maratone nei deserti.

Antonio Filippo Salaris ha ottenuto numerose vittorie a livello nazionale e internazionale, ma tra i risultati di maggiore rilievo figura il quarto posto alla prestigiosa e durissima Marathon des Sables tenutasi nel 2013.





Ciao Filippo, hai corso partendo dagli 800 metri, passando dalle mezze maratone, maratone, fino ad arrivare alle ultra-distanze. Come sei arrivato a correre le ultra?

Prima che interrompessi per 10 anni di gareggiare, da ragazzino correvo gli 800m e i 1500m. Le distanze corte mi facevano soffrire molto, fino a uscire dal campo senza la voglia di tornare in pista.
Mi è, quindi, scattata una molla che mi ha portato a desiderare di confrontarmi con distanze più lunghe, come i 10.000 e oltre.
Purtroppo sono stato sfortunato. Seppure il mio allenatore fosse un buon allenatore, si concentrava unicamente sul mezzofondo. Sosteneva che le mezze-maratone e le maratone fossero questione per atleti dai 30 anni in su. Nonostante presi parte alla mia prima mezza a 15 anni e, nonostante, la mia mente ragionasse già per le lunghe distanze, mi trovai frenato.
La filosofia dei primi anni 90' sosteneva che bisognasse attendere prima di dedicarsi alle lunghe distanze. Non potendo quindi prendere parte a gare lunghe, mi dedicai alle gare veloci. Oggi vediamo che alle maratone corrono anche i 20enni, quindi quella filosofia era sbagliata. Quando hai le gare lunghe nel sangue, partecipi alle gare veloci solo se non puoi fare altrimenti.

lunedì 1 febbraio 2016

Dialogo col campione - Marco Bonfiglio

Marco Bonfiglio è un runner italiano specializzato nelle lunghe distanze.

Nel palmares di Marco Bonfiglio figurano i trofei di alcune delle gare più massacranti del panorama mondiale. Alcuni esempi sono la Atene-Sparta-Atene, gara lunga 490 km, e la Nove Colli.






Sappiamo che sei un amante di Vasco Rossi e quando puoi lo ascolti durante la corsa. Che effetto ha sulla tua performance? Di carica, rilassamento, distrazione, aiuto alla concentrazione...

Seppure ascolti un pò tutta la musica italiana, amo in particolar modo le canzoni di Vasco. Le trovo stupende e mi danno una grande carica. Correre ascoltando Vasco mi aiuta e soprattutto mi piace molto.

Ascolto musica tendenzialmente in allenamento, ma anche nelle gare in cui questo è permesso. Mi piace, mi rilassa e mi tiene compagnia nelle grandi distanze, dove per molto tempo si corre in solitaria.
Se in una gara non è consentito ascoltare musica, perchè viene ritenuto doping o per tutelare l'incolumità degli atleti e la sicurezza stradale, devo però ammettere che per me questo non diventa un problema. La musica è unicamente una compagnia, ma non è un aspetto per me fondamentale.