venerdì 29 aprile 2016

Analizzare una gara: la tecnica dei sei cappelli

Analizzare correttamente una prestazione è una tappa costituente nel processo di avvicinamento ad un evento importante nella stagione. Avere un feedback realistico e complessivo su quanto fatto permette di capire cosa va modificato e cosa invece va mantenuto e perseguito.

Purtroppo, però, quando ci troviamo nelle fasi post-gara, a pensare al nostro operato, tendiamo a farci prendere troppo dall'entusiasmo, in caso di vittoria, e a tenere un atteggiamento eccessivamente critico in caso di debacle.

Un'altra possibile complicazione nel riflettere su una competizione consiste nella confusione. "Cerchiamo di fare troppe cose alla volta. Emozioni, informazioni, logica, aspettative e creatività si affollano in noi. E' come fare il giocoliere con due palle" (De Bono). 

giovedì 28 aprile 2016

Libreria dello sport: Marco Franzelli - Zátopek. La locomotiva umana

Chi è l'autore: Marco Franzelli, giornalista, ex conduttore del Tg1 e attuale vicedirettore di Rai Sport.

Di cosa parla: La vita di Emil Zátopek, cecoslovacco, tra i più grandi podisti di tutti i tempi, vincitore di 4 ori olimpici, di cui 3 (5000, 10000 e Maratona, unico nella storia) a Helsinki nel 1952. Le prime gare, i successi internazionali, gli allenamenti da fachiro e anticipatore dei tempi, l'amore con Dana Zátopková (campionessa olimpica nel giavellotto), fino all'oblio imposto dal regime sovietico. Tutto raccontato in modo scorrevole e piacevole.

A chi può interessare: A chi vuole conoscere la vita di una leggenda dell'atletica leggera, non solo grande atleta ma grande uomo dalla profonda filosofia.

mercoledì 27 aprile 2016

Musica in movimento: Prince - Sign o' the Times

In questo 2016 sembra esserci una sorta di maledizione che colpisce alcuni tra i più influenti musicisti del rock. L'ultimo ad averci lasciato è Prince, artista poliedrico e spesso sottovalutato, più conosciuto per la sua capacità di attrarre attraverso l'immagine, ambigua e sexy al tempo stesso, che per la sua incredibile capacità compositiva e strumentale.

Nella metà degli anni '80 ebbe un grande successo commerciale con gli album "Purple Rain" e "Parade", lavori comunque dall'ottima qualità sonora, prima di offrire nel 1987 la sua prova definitiva, decisamente la sua migliore composizione, "Sign o' the Times", multi sfaccettato e geniale album doppio dell'estroso folletto di Minneapolis.

Analizzandolo sotto l'aspetto di accompagnamento per la nostra attività fisica, non si può che constatarne la pregevole capacità ritmica, sin dalla prima traccia, la title track "Sign o' the Times", scarna ma dal ritmo funky, e poi nelle successive trascinanti "Play in the Sunshine" e "Housequake", quest'ultima in territori quasi hip-hop. 

venerdì 22 aprile 2016

Le 2 forme della paura di vincere

Alcuni sportivi hanno costruito il loro successo sulla capacità di fare la cosa giusta al momento giusto, in particolare nelle fasi calde di una competizione. La vittoria individuale, o di squadra, passava spesso dalle mani o dai piedi di questi sportivi.
Questo profilo di sportivo si caratterizza nel riuscire a dare il meglio di sé, nelle fasi di massima pressione. Quando i compagni o gli avversari vacillano e non hanno la possibilità di attingere a piene mani nel loro bagagliaio del talento, questa tipologia di sportivo si attiva e sale in cattedra.
Numerosi sono gli esempi. A livello calcistico è famosa la zona Cesarini, che prende il nome da Renato Cesarini e dai suoi gol segnati al novantesimo minuto. Nel Basket NBA Robert Horry, the Big Shot Rob, divenne famoso  per la sua capacità di segnare i canestri più importanti della partita, spesso allo scadere del tempo e col punteggio in parità, ed in particolar modo in partite di play-off.
Lo stesso Michael Jordan, forse il più forte giocatore della storia del basket, era conosciuto per essere capace di segnare tiri decisivi e sotto pressione. Nota la sua esternazione "Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto".

giovedì 21 aprile 2016

Libreria dello sport: Fabrizio Fabbri, Edoardo Caianello - Kobe Bryant. Il morso del Mamba

Chi è l'autore: Fabrizio Fabbri, giornalista e allenatore di basket; Edoardo Caianello, speaker radiofonico e giocatore di basket.

Di cosa parla: Kobe Bryant non ha bisogno di presentazioni. Uno dei più grandi cestisti di tutti i tempi, un predestinato, appena ritiratosi dalle competizioni. Non tutti sanno che la sua crescita sportiva è avvenuta in Italia, dato che il padre giocava nel nostro paese. Nel libro viene raccontata la sua storia, il suo passaggio al professionismo nella NBA, i momenti difficili e i momenti esaltanti.

A chi può interessare: A chi vuole conoscere la storia del più vincente giocatore di basket dell'era moderna.

mercoledì 20 aprile 2016

Musica in Movimento: Sex Pistols - Never Mind The Bollocks

Reali padri del punk, o fasulli truffatori e costruiti fenomeni commerciali costruiti ad hoc? Come spesso accade, la verità sta forse nel mezzo. Di certo i Sex Pistols misero a soqquadro la musica rock e un certo perbenismo britannico con la loro strafottente arroganza. Sotto la guida del furbo manager Malcom McLaren, questi quattro scapestrati che sapevano suonare e cantare in modo anomalo e piuttosto grezzo, lontani anni luce dal virtuosismo progressive o alla poetica cantautoriale imperanti al tempo, contribuirono a creare uno dei più incredibili sconvolgimenti della storia del rock, nonché della storia sociale.

Il loro album del 1977, "Never Mind The Bollocks" (traducibile più o meno in "Sbattersene i coglioni"), può essere anche un buon sottofondo musicale per la nostra attività sportiva, specialmente se si cerca una buona dose di rabbia e sfrontatezza, caratteristiche di cui alle volte le gambe hanno bisogno, ingannando i pensieri più ponderati.

lunedì 18 aprile 2016

Dialogo col campione - Omar Di Felice

Omar Di Felice è un ciclista italiano, specializzato nell'ultracycling.

Tra i suoi successi di maggior prestigio figurano:
Le Raid Provence Extreme; Tortour Switzerland; Race Across Italy; Tour du Mont Blanc; Ultracycling Dolomitica.








Hai ottenuto una laurea in Design. Credi che lo sport, e il modo con cui lo si affronta, possa dare qualcosa allo studio e viceversa?

Il primo consiglio che do a tutti i ragazzi che alleno è quello di non tralasciare lo studio. Il ciclismo, fino ad una certa età (cosi come qualunque altro sport) dev’essere una passione ed uno svago. Viviamo in un mondo in cui non si può prescindere dalla cultura e, soprattutto, da una approfondita formazione. La mia “fortuna” più grande non è stata aver trasformato in professione la mia passione, ma aver avuto l’intelligenza e la giusta educazione per capire che lo studio veniva prima di qualunque altro impegno. Senz’altro il ciclismo mi ha insegnato doti di resistenza, costanza e dedizione, che ho applicato allo studio. Allo stesso modo lo studio e l’apertura culturale hanno fatto si che io abbia avuto gli strumenti per studiare e comprendere meglio la teoria dell’allenamento e tutto ciò che riguarda la tecnica del mio sport. Solo così si può sperare di diventare atleti forti e “svegli”.