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mercoledì 27 aprile 2016

Musica in movimento: Prince - Sign o' the Times

In questo 2016 sembra esserci una sorta di maledizione che colpisce alcuni tra i più influenti musicisti del rock. L'ultimo ad averci lasciato è Prince, artista poliedrico e spesso sottovalutato, più conosciuto per la sua capacità di attrarre attraverso l'immagine, ambigua e sexy al tempo stesso, che per la sua incredibile capacità compositiva e strumentale.

Nella metà degli anni '80 ebbe un grande successo commerciale con gli album "Purple Rain" e "Parade", lavori comunque dall'ottima qualità sonora, prima di offrire nel 1987 la sua prova definitiva, decisamente la sua migliore composizione, "Sign o' the Times", multi sfaccettato e geniale album doppio dell'estroso folletto di Minneapolis.

Analizzandolo sotto l'aspetto di accompagnamento per la nostra attività fisica, non si può che constatarne la pregevole capacità ritmica, sin dalla prima traccia, la title track "Sign o' the Times", scarna ma dal ritmo funky, e poi nelle successive trascinanti "Play in the Sunshine" e "Housequake", quest'ultima in territori quasi hip-hop.