Molta della letteratura scientifica riguardante la psicologia sportiva si concentra sui bisogni degli atleti, sulle loro attese, sulle difficoltà connesse agli infortuni, ai passaggi di categoria al saper far fronte alle sconfitte e sulla capacità di massimizzare le prestazioni. Un'attenzione decisamente inferiore viene fornita alle vita emotiva e professionale degli allenatori, ai loro bisogni e ai loro desideri.
Un interessante articolo che va ad approfondire questo tema è "Helping Coaches Meet Their Own Needs: Challenges for the Sport Psychology Consultant" a cura di Petipas e Vernaccia.
Gli autori mettono in evidenza come gli allenatori rivestano un ruolo decisamente complesso, che richiede loro di essere contemporaneamente: vincenti, educatori, amministratori, guide, motivatori, buoni ascoltatori, genitori in seconda, manager. Queste pressanti richieste del mondo esterno tendono a far dimenticare media, supporter, atleti e a volte gli allenatori stessi, che i coach sono innanzitutto persone e come tali con una vita individuale, difficoltà e dei bisogni specifici.

