venerdì 13 maggio 2016

I bisogni dell'allenatore

Molta della letteratura scientifica riguardante la psicologia sportiva si concentra sui bisogni degli atleti, sulle loro attese, sulle difficoltà connesse agli infortuni, ai passaggi di categoria al saper far fronte alle sconfitte e sulla capacità di massimizzare le prestazioni. Un'attenzione decisamente inferiore viene fornita alle vita emotiva e professionale degli allenatori, ai loro bisogni e ai loro desideri.



Un interessante articolo che va ad approfondire questo tema è "Helping Coaches Meet Their Own Needs: Challenges for the Sport Psychology Consultant" a cura di Petipas e Vernaccia.

Gli autori mettono in evidenza come gli allenatori rivestano un ruolo decisamente complesso, che richiede loro di essere contemporaneamente: vincenti, educatori, amministratori, guide, motivatori, buoni ascoltatori, genitori in seconda, manager. Queste  pressanti richieste del mondo esterno tendono a far dimenticare media, supporter, atleti e a volte gli allenatori stessi, che i coach sono innanzitutto persone e come tali con una vita individuale, difficoltà e dei bisogni specifici.

giovedì 12 maggio 2016

Libreria dello sport: John Krakauer - Nelle terre estreme

Chi è l'autore: John Krakauer, giornalista e alpinista dilettante, famoso anche per il libro "Aria sottile", dove ha raccontato la tragica spedizione del 1996 sull'Everest.

Di cosa parla: la incredibile storia di Christopher McCandless, giovane americano che dopo la laurea decise di lasciare la sua casa partendo per un viaggio lungo i grandi spazi americani. Arrivato in Alaska, mal equipaggiato e con nessuna conoscenza diretta della sopravvivenza in terre selvagge, verrà trovato esamine da un cacciatore, lasciando in eredità un diario nel quale ha descritto le sue inquietudini e ila necessità di tornare ad un contatto con la vera natura.

A chi può interessare: A chi ama i viaggi avventurosi, a chi vuole sognare la libertà dai vincoli della nostra società, entrando nei sogni dello stesso protagonista.

mercoledì 11 maggio 2016

Musica in Movimento: Eddie Vedder - Into the Wild

Uno dei film più belli degli ultimi 10 anni, tratto da un caso letterario di 20 anni fa, con una colonna sonora destinata a fare storia: parliamo di "Into The Wild". Film di Sean Penn, tratto dal libro di John Krakauer "Nelle terre estreme", che raccontava la vera storia di Christopher McCandless, che decise di abbandonare il mondo civile per tentare un ritorno alla natura nelle fredde terre dell'Alaska, è stato musicato da Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, e scelta non poteva essere più azzeccata. 

Grazie alla sua formidabile capacità di unire rock moderno e folk classico, rock e cantautorato derivato direttamente da Bob Dylan, Neil Young e Bruce Springsteen, Eddie Vedder è riuscito a fornire una prestazione davvero incredibile, un incrocio tra energia donata della nuova libertà e malinconia della fatica di ritrovarsi di nuovo a proprio agio con la natura incontaminata dopo aver vissuto una vita nella moderna società.

venerdì 6 maggio 2016

Dialogo col campione - Katia Fori

Katia Fori è un'atleta e runner italiana, del team Kinomana Tecnica, specializzata nell'ultratrail,.


Vincitrice in numerose competizioni italiane è una delle pedine della nazionale.

Katia Fori inizia la sua avventura da runner nel 2007 e da subito iniziano ad arrivare i primi risultati, fino a diventare una delle atlete di maggiore spicco nel panorama nazionale.










Ciao Katia, quando ci siamo incontrati mi hai trasmesso una sensazione di “delicatezza”. Quando gareggi credi emergano delle parti di te che rimangono sullo sfondo nella vita quotidiana o credi invece ci sia una sorta di continuità?

Delicatezza…. veramente me lo hai fatto notare tu, comunque anche io penso di trasmettere delicatezza. Il mio approccio alla corsa, prima, durante e dopo la gara, non è un approccio aggressivo. Credo questo accada, perchè io mi sento un amatore della corsa e non una professionista.
Detto questo sono una persona determinata che ama fare bene ciò che fa, in ogni ambito della sua vita, sia che si parli di lavoro, sport o negli hobby. Non ho molte mezze misure, quando intraprendo un'attività mi piace farla al 100%.

Analizzare una competizione con la tecnica dei 6 cappelli: un esempio

Nel post visto la scorsa settimana abbiamo visto come la tecnica dei 6 cappelli sviluppata dallo psicologo maltese De Bono possa essere estremamente utile nel procedere all'analisi di una competizione svolta.

Dando voce a tutte le sotto-componenti insite in un processo di analisi e demarcando in maniera chiara e precisa le separazioni tra questi aspetti è infatti possibile procedere ad un'analisi fruttuosa, globale e valida di quanto fatto durante una gara.

Questa settimana per rendere più semplice il possibile utilizzo di questa tecnica proporrò un esempio legato ad una competizione a cui ho preso parte domenica 1 maggio. Spero questo possa essere utile a chi ha letto con interesse il post precedente e a chi ha pensato di provare ad utilizzare la tecnica dei 6 cappelli in ambito sportivo.

giovedì 5 maggio 2016

Libreria dello sport: John McEnroe, James Kaplan - Non puoi dire sul serio

Chi è l'autore: John McEnroe, tra i più grandi tennisti di tutti i tempi, vincitore di 3 Wimbledon e 4 US Open; James Kaplan, scrittore e giornalista americano.

Di cosa parla: Autobiografia profonda e sincera, oltre che ben scritta, che fa immergere il lettore nelle profondità delle tensioni del tennista. Genio e sregolatezza, McEnroe è diventato famoso anche per le sue scariche di nervosismo durante i match, che non gli hanno fatto però mancare l'occasione di diventare il Numero 1 al mondo, un peso difficile a volte da sopportare, come difficile si è presentata la vita una volta abbandonato l'agonismo.

A chi può interessare: A chi vuole conoscere un tennista che ha lasciato segni indelebili nella storia del suo sport.

mercoledì 4 maggio 2016

Musica in Movimento: Metallica - Kill 'Em All

Volete un album realmente fisico? Qualcosa che lasci in disparte l'intellettualismo, ma che vi sparì nelle orecchie una pura e brutale violenza sonora? Eccovi accontentati con uno dei più folgoranti esordi della storia del rock, quello che ha delimitato i confini e le potenzialità del metal, ovvero "Kill 'Em All" degli americani Metallica. Album uscito nel 1983, rimane tutt'ora una prova che lascia realmente senza fiato, perfetta dunque per allenamenti a ritmi sostenuti.

Si parte con "Hit The Lights", con una semplice e geniale cacofonia strumentale, da cui emerge un potente riff di chitarra: tutti i Metallica sono qui, o meglio erano qui, ancora sbarbati, poco più che diciottenni, pieni di rabbia e voglia di emergere, con James Hatfield a urlare con la sua voce roca anche se non pienamente matura, Lars Ulrich a tenere alto il ritmo alla batteria, Cliff Burton a tenere insieme i pezzi con un basso preciso, e Kirk Hammett a donare un assolo fulminante e da storia del metal.