venerdì 24 novembre 2017

Cosa significa la parola "sport"?

Qualche giorno fa navigando su Facebook vedevo comparire sulla mia pagina personale una mole notevole di post che rimandavano allo sport. Messaggi ironici o critici inerenti la debacle della nazionale di calcio, foto o resoconti di running, di pedalate intorno a laghi, di scambi e partite tennistiche e molto altro ancora.
 
Vedendo questo fermento mi sono domandato che cosa sia lo sport e quale fosse il significato del termine. Internet per queste domande è uno strumento meraviglioso, basta digitare il quesito su google e puoi trovare un mondo di informazioni.

Da una piccola ricerca ho potuto scoprire che l'etimologia della parola sport ha radici latine. Il termine deriva infatti dalla parola "deportare", ovvero "uscire fuori porta" per praticare l'atività sportiva. Lo sport era quindi un'attività che poteva avere inizio quando si varcava in uscita la porta della città.


Il viaggio del termine varcò le alpi arrivando in Francia e in Spagna trasformandosi rispettivamnte in "Desport" e "Deporte". La leggera trasformazione verbale modifichò il significato in profondità. Questi termini infatti portarono al significano di svago, divertimento e ricreazione. 

Dal Mediterraneo il termine salpò e attraversò la Manica abbreviandosi in "Sport". In questa fase storica iniziò a connotare esercizi individuali o di gruppo contraddistinti sia da gratuità e piacere, sia da competizione o monetizzazione.

Dall'Inghilterra il termine tornò in Francia prendendo la forma di "Sportif" e ritornò nel suo paese di origine, l'Italia, con il significato odierno.

Interessante la riflessione proposta dalla bravissima scrittrice Gaia De Pascale in "Correre è una filosofia". In questo libro l'autrice va ad approfondire come lo sport preveda un'uscita dalla norma e dall'abitudine, che tutela dal possibile stigma della pazzia. Una persona che corre cercando di fare canestro sarebbe considerata pazza se svolgesse tale attività in piazza.

Lo sport interrompendo la routine quotidiana permette di uscire dalla normalità del senso comune. Curioso come tale riflessione possa ricalcare, almeno in parte, l'uscire il "deportare", l'uscire fuori dalla città per fare qualcosa di divertene ma inusuale.



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