mercoledì 6 aprile 2016

Musica in Movimento: At the Drive-In - Relationship of Command

Da poche settimane è in tour per una pseudo-reunion il gruppo americano degli At the Drive-In, una bomba esplosa sul finire del secolo scorso e dalle cui ceneri sono poi nati i Mars Volta. Giovedì 7 aprile suoneranno a Milano per l'unica data italiana, ecco quindi che il consiglio settimanale non può che essere dedicato proprio a loro.

L'album di cui parliamo (probabilmente l'unico LP vero e proprio, oltre ad una sfilza di EP) è "Relationship Of Command", tra le poche perle di puro rock dell'anno 2000, caratterizzato da una specie di post-punk con tendenze hardcore, senza rinunciare ad un minimo di melodia, ma mai semplice, di certo non quella facile da ricordare come invece altri gruppi pop-punk nati nella metà anni '90.

L'apertura è per la folgorante "Arcarsenal", dove la voce di Cedric Bixler Zavala urla come un ossesso sotto la forza dirompente delle chitarre vagamente noise di Omar Rosriguez-Lopez e Jim Ward (l'anima punk del gruppo, a differenza degli altri due che andranno poi a formare i Mars Volta). 

Potenza leggermente più contenuta in "Pattern Against User", dove gli incroci tra i cori semi stonati di Ward e le melodie di Zavala si integrano perfettamente, come ancora meglio accade nella successiva "One Armed Scissor", il loro classico, che unisce ancora la loro grande capacità di unire spunti melodici ad esplosioni vorticose. 

La botta iniziale prosegue con la potentissima "Sleepwalk Capsules", inframmezzata da un ponte vagamente psichedelico, dove il basso di Paul Hinojos e la batteria di Tony Ajjar riescono a far cambiare toni e ritmi in modo sinergico e continuo. Altro pezzo meraviglioso è "Invalid Letter Dept", con pianoforte, suoni chitarristici riverberati, una strofa recitata, un ritornello possente, e un finale con melodia e ritmo quasi nu-metal, e le urla di Zavala. 

Ancora la parte più sporca e più cattiva del gruppo in "Mannequin Republic", che lascia comunque intravedere i piccoli spazi di ricercatezza sonora e originalità nell'intermezzo. Cambi di ritmo e di intensità nella successiva "Enfilade", ma energia e dinamismo rimangono sempre ben visibili. "Rolodex Propaganda" regala ancora incroci tra chitarre noise e un ritornello melodico ma potente. 

Ritmi più lenti e cupi in "Quarantined", col basso in primo piano, e un ritornello comunque potente e con le classiche urla di Ward a fare da sottofondo. Nuova furia rock-punk in "Cosmonaut", ultima sfuriata prima del momento di respiro con la lenta ma intensa "Non-Zero Possibility", dove pianoforte e suoni psichedelici la fanno da padrone. Rimane ancora un'ultima esplosione di energia con la finale "Catacombs", dove tutti gli elementi costituenti la musica del gruppo tornano a galla per la degna conclusione.

Ora non resta che sudare ascoltandoli mentre ci accompagnano nelle nostre attività, oppure guardando le loro infuocate performance dal vivo.

ARTICOLO A CURA DI:

Nessun commento:

Posta un commento