Stelvio. Freddo e pioggia, il gruppo che sale con un grande
passo. Ivan Basso che rimane dietro, la salute non lo assiste. Il favorito
crolla, mentre il vincitore dell’anno prima, Damiano Cunego, è sembrato fuori
dai giochi fin dall’inizio.
Chi ha già vinto, chi invece sta sorprendendo il mondo. Il Giro d’Italia è così, ogni anno esce fuori chi meno ti aspetti. Savoldelli e Simoni, i vincenti. Di Luca, l’outsider. Rujano, lo sconosciuto.
Maggio 2005, in quattro per un sogno.
Diciannovesima tappa, alle spalle Savigliano, davanti il Colle delle finestre. Dei quattro sognatori, solo Gilberto Simoni è abbastanza vicino da poterci credere ancora, mentre Di Luca e Rujano sono stati fiaccati dal ‘falco’ e dai chilometri a cronometro.
Comincia la salita e il trentino attacca. Un primo colpo, un secondo. Savoldelli si sfila, mentre il terzetto sale compatto. 5 metri, 20 metri, 20’’, un minuto. La sofferenza sui volti. Simoni ‘a tutta’, Savoldelli con un ghigno di fatica e paura disegnato sul volto.
Tutto in bilico, dopo 22 giorni, ancora sul filo dei secondi.
Il trentino recupera secondi su secondi. Savoldelli non ha compagni di squadra, ma Ardila si sacrifica. Storie di alleanze e ricompense. Il colombiano lo aiuta, lo aspetta, lo scorta. In cima al Colle delle Finestre, Gilberto Simoni ha 2’21” di vantaggio sul rivale. La maglia rosa è sua per 13 secondi. Mancano 25 chilometri.
Diciannovesima tappa, alle spalle Savigliano, davanti il Colle delle finestre. Dei quattro sognatori, solo Gilberto Simoni è abbastanza vicino da poterci credere ancora, mentre Di Luca e Rujano sono stati fiaccati dal ‘falco’ e dai chilometri a cronometro.
Comincia la salita e il trentino attacca. Un primo colpo, un secondo. Savoldelli si sfila, mentre il terzetto sale compatto. 5 metri, 20 metri, 20’’, un minuto. La sofferenza sui volti. Simoni ‘a tutta’, Savoldelli con un ghigno di fatica e paura disegnato sul volto.
Tutto in bilico, dopo 22 giorni, ancora sul filo dei secondi.
Il trentino recupera secondi su secondi. Savoldelli non ha compagni di squadra, ma Ardila si sacrifica. Storie di alleanze e ricompense. Il colombiano lo aiuta, lo aspetta, lo scorta. In cima al Colle delle Finestre, Gilberto Simoni ha 2’21” di vantaggio sul rivale. La maglia rosa è sua per 13 secondi. Mancano 25 chilometri.
