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lunedì 4 dicembre 2017

Dialogo col campione: Silvia Valsecchi

Silvia Valsecchi è una ciclista e pistard italiana, che corre per il Team BePink.

Nel suo palmares sono presenti numerosi successi, tra cui figurano medaglie d'oro nell'inseguimento a squadre a mondiali ed europei.

Anche a titolo individuale figurano risultati di prestigio assoluto sia in pista, che su strada.

Per chi fosse interessato a conoscere il palmares di Silvia Valsecchi: eccolo






Ciao Silvia, se dovessi descriverti come atleta con tre aggettivi quali sceglieresti?
Credo che i tre aggettivi che mi caratterizzano maggiormente siano: precisa, seria e adattabile.
Precisa perché negli allenamenti seguo scrupolosamente il programma e se c’è qualcosa che non riesco a fare (tipo ripetute o scatti) mi preoccupo di avvertire subito il mio allenatore per sistemare o variare il piano di allenamento in base alle competizioni che dovrò affrontare in seguito.
Seria perché ho fatto del ciclismo il mio lavoro oltre che la mia passione quindi ho dei doveri e delle regole da rispettare quando sono alle gare con la mia squadra così come quando mi alleno sulle strade di casa.
Adattabile perché dopo tanti anni di sport so che possono esserci degli imprevisti in gara oppure in allenamento e quindi devo essere in grado di rimediare adattandomi a ogni possibile situazione.

lunedì 27 novembre 2017

Dialogo col campione: Niccolò Bonifazio

Niccolò Bonifazio è uno dei ciclisti più promettenti del panorama italiano.

Nel suo palmares può già vantare alcuni importanti successi: Coppa Agostoni, Gran Premio di Lugano ed una tappa al Tour de Pologne.

Nel 2015 conclude 5° alla Milano Sanremo.











Ciao Niccolò, ti dedichi ad uno sport di endurance. Quali sono le caratteristiche mentali che contraddistinguono lo sportivo di endurance?
Sono caratteristiche che si costruiscono nel tempo. L'atleta di endurance è semplicemente uno sportivo che si è costruito in anni di allenamento.
Una persona normale, anche se molto dotata, non potrebbe mai competere ad alto livello in uno sport di questo tipo, perché non ha la base sia mentale e fisica costruita in anni di preparazione. La fatica tempra il corpo e la mente. 

mercoledì 31 maggio 2017

Libreria dello sport: Ciclismo. Teoria e pratica dell'allenamento

Chi è l'autore: Francesco Confalonieri e Fabio Vedana.

Di cosa parla: seppure questo non sia un libro estremamente recente, riesce a fornire una panoramica di tutte le componenti che permettono una crescita sportiva sulle due ruote.
Il libro si concentra su numerosi argomenti: cenni di fisiologia dell'esercizio fisico; teoria dell'allenamento; pratica dell'allenamento; fatica e sovrallenamento; valutazione funzionale; approccio alla gara; scelta della bicicletta; alimentazione e integrazione; cardiofrequenzimetro; programmi di allenamento.

A chi può interessare: Indicato per gli amatori evoluti che desiderano scoprire i principali allenamenti praticabili sulle due ruote e che desiderano ragionare sulla strutturazione di un piano di allenamenti. 

martedì 14 marzo 2017

Alessandro Ballan, campione del mondo di normalità


Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni, e meno sono le chance più dolce è la vittoria.C. Bukowski
28 Settembre 2008. 

A Varese c’è il sole, in Piazza Montegrappa i tifosi guardano ammirati i ciclisti sfrecciare, dopo una settimana di attesa, tra prove contro il tempo, mondiale femminile e Under 23. Il momento più atteso annualmente alla settimana iridata. Nelle due edizioni precedenti, a Salisburgo e Stoccarda, Paolo Bettini aveva dimostrato di essere il più forte, ma in quell’occasione, a causa della marcatura asfissiante di Valverde, Freire e Boonen, il toscano non riesce a inserirsi nel gruppo dei migliori, dove, invece, sono riusciti a entrare Ballan, Cunego e Rebellin. I tre italiani, temendo la velocità degli avversari e l’esplosività di Joaquin Rodriguez, optano per una corsa d’attacco e, uno dopo l’altro, fanno soffrire tutti con delle rasoiate potenti e ben assestate. 

lunedì 30 gennaio 2017

Dialogo col campione: Davide Martinelli

Davide Martinelli è un ciclista italiano che corre per la Etixx-Quick Floors. 

Figlio di Giuseppe Martinelli, attuale direttore sportivo dell'Astana Pro Team, Davide Martinelli si fa subito conoscere nel ciclismo professionistico ottenendo due vittorie nella sua stagione d'esordio.

Ottimo cronoman, velocista e passista si propone al ciclismo italiano come uno dei giovani più interessanti.







Ciao Davide, le tue caratteristiche ti predispongono per le volate. Quali credi siano gli aspetti mentali che possiede un buon velocista?

La concentrazione è senza dubbio un requisito fondamentale, perchè tutto si decide in frazioni di secondo. In volata è necessario mantenere la giusta freddezza per saper optare per la decisione migliore, senza lasciarsi influenzare troppo dall'emotività e dal desiderio di fare risultato a tutti i costi.
Un corridore deve saper rimanere calmo per valutare se il punto che ha scelto per passare è quello giusto o se è meglio aspettare 50 metri. Sangue freddo e calma sono fondamentali, anche se non è sempre semplice mantenerle.

martedì 20 dicembre 2016

The Yellow-Floyd

Braccia alzate o dietro la schiena? Occhi al cielo o al suolo? Testa alta o testa bassa?

Floyd Landis ha scritto una pagina indelebile del ciclismo del nuovo millennio. L’impresa dopo la crisi, la crisi dopo l’impresa. Tutto in 3 giorni.
Montagne russe d’emozioni nel Tour de France del 2006, l’anno nero per la corsa francese. Tra doping tentato e imprese sfiorate, la vittoria della normalità.

Oscar Pereiro Sio vs. Floyd Landis.

18 Luglio. Caldo, sole e fughe da lontano. Frank Schleck e Damiano Cunego a darsi battaglia sulla salita dell’Alpe d’Huez, mentre Floyd staccava Oscar per andarsi a riprendere la maglia gialla. Da favorito, dopo aver visto fuori gioco Armstrong (ritirato a fine 2005), Basso e Ullrich (Operacion Puerto). 
Una vittoria annunciata messa in discussione solo dallo spagnolo, avvantaggiatosi in una fuga bidone a inizio Tour. Giorni di inseguimento coronati all’arrivo, ancora uno statunitense in giallo. ‘Il sogno di una vita’, ‘Dai tempi di Lemond’ e ‘Ho imparato tanto da Lance’, frasi dette e ripetute fino alla nausea.

lunedì 12 dicembre 2016

Dialogo col campione: Alice Arzuffi

Alice Arzuffi è una ciclocrossista e ciclista italiana.

Nonostante la sua giovane età, Alice Arzuffi ha ottenuto il titolo di campionessa italiana di ciclocross nel 2016, 2015, 2014, 2013 e 2012.

Tra i suoi risultati di maggior rilievo figurano: una medaglia di bronzo nella coppa del mondo di ciclocross tenutasi a Zeven nel 2016 e una seconda posizione ai campionati Europei.








Se dovessi presentarti con tre aggettivi che ti rappresentano come atleta, quali sceglieresti? Perchè?

Tenace, determinata e so apprezzare l'esperienza delle persone che mi stanno attorno.

Posso chiederti di spiegarmeli?

Sono teneace e determinata, perchè quando mi prefisso un obiettivo faccio di tutto per raggiungerlo. Questo non significa che ci riesca sempre, ma do sempre il massimo e metto tutta me stessa per ottenere ciò che voglio.
Apprezzo l'esperienza delle persone che mi stanno attorno, perchè so ascoltare i consigli che mi vengono dati. Penso di saper imparare sempre nuove cose, per potere così migliorare. Ogni persona, che fa parte da tempo del mondo del ciclismo, credo abbia un bagaglio di informazioni che possono tornarmi utili.

martedì 15 novembre 2016

Giro 2005: una poltrona per due

Stelvio. Freddo e pioggia, il gruppo che sale con un grande passo. Ivan Basso che rimane dietro, la salute non lo assiste. Il favorito crolla, mentre il vincitore dell’anno prima, Damiano Cunego, è sembrato fuori dai giochi fin dall’inizio. 

Chi ha già vinto, chi invece sta sorprendendo il mondo. Il Giro d’Italia è così, ogni anno esce fuori chi meno ti aspetti. Savoldelli e Simoni, i vincenti. Di Luca, l’outsider. Rujano, lo sconosciuto.
Maggio 2005, in quattro per un sogno.

Diciannovesima tappa, alle spalle Savigliano, davanti il Colle delle finestre. Dei quattro sognatori, solo Gilberto Simoni è abbastanza vicino da poterci credere ancora, mentre Di Luca e Rujano sono stati fiaccati dal ‘falco’ e dai chilometri a cronometro.

Comincia la salita e il trentino attacca. Un primo colpo, un secondo. Savoldelli si sfila, mentre il terzetto sale compatto. 5 metri, 20 metri, 20’’, un minuto. La sofferenza sui volti. Simoni ‘a tutta’, Savoldelli con un ghigno di fatica e paura disegnato sul volto.
Tutto in bilico, dopo 22 giorni, ancora sul filo dei secondi.
Il trentino recupera secondi su secondi. Savoldelli non ha compagni di squadra, ma Ardila si sacrifica. Storie di alleanze e ricompense. Il colombiano lo aiuta, lo aspetta, lo scorta. In cima al Colle delle Finestre, Gilberto Simoni ha 2’21” di vantaggio sul rivale. La maglia rosa è sua per 13 secondi. Mancano 25 chilometri.

venerdì 28 ottobre 2016

Differenza di performance in gruppo o in solitaria

Oggi vi voglio parlare di quello che viene considerato il primo esperimento di psicologia sociale, nonchè il primo esperimento di psicologia sportiva. 

Norman Triplett, nel 1897, si accorse che i campioni di ciclismo e di nuoto ottenevano tempi differenti se si allenavano soli o in gruppo e se gareggiavano con o senza la presenza del pubblico. 
L'andatura di un ciclista era infatti più elevata quando si posizionava in gruppo, rispetto a quando pedalava solo ed i nuotatori ottenevano performance più elevate quando le competizioni si svolgevano davanti ad un pubblico.

martedì 18 ottobre 2016

Ullrich vs. Armstrong: gocce di Tour


26 Luglio 2003. La pioggia battente sconvolge il nord-ovest della Francia, mentre la carovana gialla del Tour de France si avvia all’ultima battaglia.
Lance Armstrong contro Jan Ullrich, Stati Uniti contro Germania, in un capitolo conclusivo che sa di resa dei conti.
Negli anni precedenti, il cowboy aveva avuto sempre la meglio sul panzer. L’aveva staccato, disgregato e sportivamente umiliato, mentre inanellava Tour de France come se fossero pendagli.
Una vittoria dopo l’altra, uno strapotere giunto al suo quinto atto. Prima che tutto fosse dato in pasto ai media, prima che le vittorie venissero cancellate dal doping.
Jan Ullrich non è mai stato un professionista esemplare, e non solo per il coinvolgimento nell’ ‘Operacion Puerto’.
Svogliato, pigro, poco incline a un’alimentazione da sportivo, era un corridore dotato di talento, ma con poca fibra morale.
15 kg in sovrappeso a inizio stagione, la speranza di perderli in corso di gara, l’amore per i night club. Ullrich è stato il primo avversario di se stesso.
Una vittoria e quattro secondi posti, fino a quel momento.

Lance, invece, era una macchina. Mentalmente e fisicamente, un cyborg dominante in grado di vincere quattro Tour consecutivi.
26 Luglio 2003. La pioggia diventa torrenziale, Armstrong non al meglio, Jan che mulinava incessantemente i pedali. Pochi chilometri di distanza da un sogno per il tedesco, da un incubo per lo statunitense. La pioggia e l’asfalto viscido.
Pochi secondi a vantaggio di Armstrong, un soffio di vento.
Qualche giorno prima, il 21 Luglio, con il gruppo diretto a Luz Ardiden,uno dei capitoli più emozionanti della loro rivalità.
Ultima salita, Armstrong attacca. Iban Mayo nella sua scia, Ullrich subito dietro. L’Americano insiste, i rivali rispondono, ma il forcing sembra poter essere efficace. Lance è al massimo sforzo, non si accorge di un sacchetto giallo davanti a se. 


Cade rovinosamente. Ullrich passa, il ritmo è alto. Può attaccare e infliggere il colpo del KO all’avversario, già piegato durante la precedente cronometro. Eppure è titubante, non vuole vincere così. Vuole dimostrare di essere il più forte pedalando, non approfittando delle difficoltà del rivale.
Non insiste, rallenta, mentre Tyler Hamilton convince il gruppo ad aspettare il Texano. L’onore prima della vittoria.
Armstrong rientrerà in gruppo e libererà tutta la sua furia agonistica, vincendo in solitaria. Guadagnando quei secondi che poi si riveleranno essenziali.
Il 26 Luglio, a pochi chilometri dal termine, il risultato è in bilico.

Ullrich vola, si sta giocando il tutto per tutto. Le curve sembrano non esistere, mentre chinato sulle appendici aerodinamiche sembra andare più veloce del cronometro.
Troppo veloce, una rotonda gli fa perdere l’anteriore ed è un freddissimo e umido contatto con il suolo. La maglia si apre, il tempo sembra fermarsi ancora. Si rialza e risale in sella, ma la tragedia ormai è compiuta.
Armstrong s’invola, il ghigno di chi ha appena vinto ancora.
Un minuto li dividerà sui Campi Elisi. Un minuto per un Tour de France, ma la consapevolezza di aver saputo mettere l’onore davanti al trionfo.
Gli scandali hanno colorato di dubbi le vittorie, ma le emozioni di quel 26 Luglio rimarranno sempre nella memoria di chi ha assistito a una delle cronometro più avvincenti della storia del ciclismo.
Jan Ullrich, a un passo dal sogno.

‘Voglio solo le vittorie ottenute in bicicletta, non quelle a tavolino’


ARTICOLO A CURA DI

giovedì 29 settembre 2016

Libreria dello sport: Juliet Macur - The Fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong

Chi è l'autore: Juliet Macur, giornalista e reporter sportiva per il New York Times


Di cosa parla: il libro ripercorre la carriera di Lance Armstrong, dai successi sportivi alla scoperta dell'incredibile giro di uso di sostanze proibite e raggiri politici ed economici. Scritto con taglio da giornalismo d'inchiesta, risulta però scorrevole e facilmente accessibile.



A chi può interessare: a chi non ha paura di disilludersi sul ciclismo degli anni di Armstrong, e del professionismo sportivo esasperato in generale.



ARTICOLO A CURA DI:

lunedì 19 settembre 2016

Dialogo col campione - Mauro Gianetti

Tra le tue vittorie più importanti sono senza dubbio una Amstel Gold Race e una Liegi Baston Liegi. Essere un corridore predisposto per corse di un giorno implica riuscire ad essere pronto proprio per quell'appuntamento. Credi ci siano degli aspetti caratteriali che contraddistinguono un corridore per le classiche?

Credo che il merito sia legato soprattutto all'aspetto fisico. Tu in un giorno riesci a dare molto di più, ma se dovessi ripetere il medesimo sforzo su più giorni, il corpo non saprebbe recuperare. Chiaramente poi c'è anche la parte mentale. Dopo esserti preparato per mesi, per giocarti tutto in poche ore, il corridore da corse di un giorno riesce a stare spesso fuori soglia, più di quanto facciano altri corridori.
L'aspetto mentale rientra nella capacità di giocarti tutto in quelle due/tre corse, dopo esserti preparato per tutto l'inverno. Per me queste corse erano la Amstel, la Freccia e la Liegi, che cadevano tutte in una settimana. Lo stress connesso all'avvicinamento di queste corse, in cui ti giochi tutto, va gestito e bisogna saper imparare a gestirlo.

lunedì 27 giugno 2016

Dialogo col campione - Davide Rebellin

Davide Rebellin è un ciclista su strada italiano che corre per il team Kuwait

Professionista dal 1992, in carriera ha vinto una Liegi-Bastogne-Liegi, un'Amstel Gold Race, tre Frecce Vallone, una Tirreno-Adriatico e una Parigi-Nizza.












Hai vinto alcune tra le classiche più prestigiose nel panorama internazionale. Secondo te quali sono le caratteristiche mentali che contraddistinguono un corridore portato per le corse di un giorno e che lo differenziano da un corridore da corse a tappe?

Penso che la caratteristica mentale che contraddistingue un corridore da classiche sia il riuscire mentalmente a dare tutto nella giornata. Trovarsi pronto per esprimere tutto il proprio potenziale in quel giorno, tutta la propria determinazione, concentrazione, grinta, reazione e intuizione. Un corridore da gare a tappe forse si deve gestire, pensando anche ai giorni successivi.

giovedì 16 giugno 2016

Libreria dello sport: Su e giù dal cielo senza freni - Giuliano Calore

Chi è l'autore: Giuliano Calorè un ciclista, scrittore e musicista italiano, campione mondiale di ciclismo estremo, detentore di 13 record e vincitore di 98 medaglie.

Di cosa parla: L'avventura di Giuliano Calore, ciclista dotato, performante, ed equilibrista delle due ruote. Il libro racconta la sua storia fin da bambino, l'amore per le due ruote e le sue imprese in salita e in discesa, rigorosamente senza mani e senza freni. La passione per uno sport, la capacità di concepirlo in un'ottica non convenzionale e il bisogno mai domo di competere e di sfidare record e guinnes.


A chi può interessare: A chi vuole guardare il ciclismo e la bici con una diversa prospettiva o a chi vuole scoprire come il successo possa seguire strade a volte inesplorate.

lunedì 13 giugno 2016

Dialogo col campione: Claudio Chiappucci

Claudio Chiappucci è stato uno dei ciclisti italiani più importanti negli ultimi 30 anni.

Soprannominato El Diablo, vinse una Milano-Sanremo e ottenne, rispettivamente, 3 podi al Giro D'Italia e al Tour de France.








Alcuni commentatori di ciclismo sostengono che per creare l'atleta ideale sarebbe bastato unire il corpo di Bugno e la testa di Chiappucci. A questo proposito, vorrei chiederti quali sono le tue doti dal punto di vista mentale? Pensi di esserci nato o di averle costruite col tempo?

Innanzitutto ci tengo a sottolineare che la perfezione non esiste e questo è il motivo per cui spesso si associa il corpo di Bugno e la testa di Chiappucci. Detto questo, io non penso di essere nato da subito con delle doti mentali, ma di averle costruite durante il corso della mia carriera.
La caparbietà e la capacità di superare delle difficoltà sono essenziali nel ciclismo. Molto spesso è la testa a fare la differenza e questa va costruita negli anni. A volte ci sono atleti con un fisico bestiale, ma senza la testa per supportare il loro motore.

lunedì 18 aprile 2016

Dialogo col campione - Omar Di Felice

Omar Di Felice è un ciclista italiano, specializzato nell'ultracycling.

Tra i suoi successi di maggior prestigio figurano:
Le Raid Provence Extreme; Tortour Switzerland; Race Across Italy; Tour du Mont Blanc; Ultracycling Dolomitica.








Hai ottenuto una laurea in Design. Credi che lo sport, e il modo con cui lo si affronta, possa dare qualcosa allo studio e viceversa?

Il primo consiglio che do a tutti i ragazzi che alleno è quello di non tralasciare lo studio. Il ciclismo, fino ad una certa età (cosi come qualunque altro sport) dev’essere una passione ed uno svago. Viviamo in un mondo in cui non si può prescindere dalla cultura e, soprattutto, da una approfondita formazione. La mia “fortuna” più grande non è stata aver trasformato in professione la mia passione, ma aver avuto l’intelligenza e la giusta educazione per capire che lo studio veniva prima di qualunque altro impegno. Senz’altro il ciclismo mi ha insegnato doti di resistenza, costanza e dedizione, che ho applicato allo studio. Allo stesso modo lo studio e l’apertura culturale hanno fatto si che io abbia avuto gli strumenti per studiare e comprendere meglio la teoria dell’allenamento e tutto ciò che riguarda la tecnica del mio sport. Solo così si può sperare di diventare atleti forti e “svegli”.

giovedì 14 aprile 2016

Libreria dello sport: Ivan Basso - In salita controvento

Chi è l'autore: Ivan Basso, vincitore di due Giri d'Italia e due volte sul podio del Tour de France.

Di cosa parla: Ivan Basso racconta la sua storia ciclistica, dalla passione iniziale fino ai successi nelle categorie giovanile, per poi arrivare tra i professionisti, coi podi al Tour e la vittoria al Giro nel 2006, prima del suo coinvolgimento nel doping. Nel libro racconta quegli anni difficili e la successiva rinascita, concretizzata nella nuova affermazione al Giro del 2010

A chi può interessare: A chi vuole conoscere la storia di uno dei migliori ciclisti italiani del nuovo millennio, a volte controverso, ma sempre pieno di passione per il suo sport e per la fatica sui pedali.

lunedì 14 marzo 2016

SportivaMente: Riccardo Magrini

Riccardo Magrini è un ex ciclista professionista e direttore sportivo. Oggi lavora come commentatore televisivo.

Da corridore ha vinto una tappa al Giro d'Italia e una al Tour de France.

Da Direttore Sportivo ha guidato la Mercatone Uno di Marco Pantani e la Domina Vacanze di Mario Cipollini.

Oggi Riccardo Magrini lavora come commentatore e opinionista per Eurosport.






Il ciclismo è uno sport individuale in cui la squadra conta moltissimo. Quali sono a tuo parere le qualità caratteriali e personali che deve possedere un leader, un capitano?

Innanzitutto un leader deve capire che le corse non si vincono da soli e, di conseguenza, deve saper dare il giusto merito ad ogni persona che lo accompagna al successo. Deve, quindi, saper apprezzare e saper dare risalto al lavoro dei suoi compagni. Da leader è inoltre importante saper comandare e rimproverare, se ci sono le ragioni per farlo. 
Per fare il capitano non sono sufficienti unicamente le doti atletiche, ma servono anche delle competenze di natura psicologica.


giovedì 21 gennaio 2016

Libreria dello sport: Vincenzo Nibali, Enrico Brizzi- Di furore e lealtà

Chi è l'autore: Vincenzo Nibali, ciclista vincitore di Vuelta, Giro e Tour; Enrico Brizzi, scrittore, tra  sue opere "Jack Frusciante è uscito dal gruppo".

Di cosa parla: Scritto in modo semplice e molto scorrevole, in questo libro Vincenzo Nibali racconta la sua storia, dalle prime corse in Sicilia al trasferimento in Toscana inseguendo il suo sogno, fino ad arrivare alle grandi corse a tappe e il trionfo al Tour de France del 2013.

A chi può interessare: a tutti i tifosi di ciclismo, e a chi vuole comunque conoscere i mille sacrifici che un campione deve fare per raggiungere il proprio sogno.


lunedì 18 gennaio 2016

Dialogo col campione - Gianni Bugno

Gianni Bugno è stato uno dei ciclisti italiani più forti della storia recente e passata.

Capace di essere competitivo e di vincere nelle classiche di un giorno come nelle corse di tre settimane. In carriera ottenne più di 70 successi.

Gianni Bugno annovera nel suo palmares due titoli iridati nel '91 e nel '92; un giro d'Italia nel '90; una Milano-Sanremo e un giro delle Fiandre.




Ciao Gianni, ora lavori come elicotterista e hai cambiato settore professionale. Credi che l'attività da sportivo professionista ti abbia in qualche modo formato e preparato per il mondo del lavoro “tradizionale”?

Secondo me il ciclismo è una parte della tua vita. Una parte che ti insegna a lottare per ottenere e raggiungere un obiettivo. Se hai già imparato questo, nel mondo del lavoro puoi avere dei vantaggi. Sai lottare senza escamotage.