Tra i suoi successi di maggior prestigio figurano:
Le Raid Provence Extreme; Tortour Switzerland; Race Across Italy; Tour du Mont Blanc; Ultracycling Dolomitica.
Hai
ottenuto una laurea in Design. Credi che lo sport, e il modo con cui
lo si affronta, possa dare qualcosa allo studio e viceversa?
Il primo
consiglio che do a tutti i ragazzi che alleno è quello di non
tralasciare lo studio. Il ciclismo, fino ad una certa età (cosi come
qualunque altro sport) dev’essere una passione ed uno svago.
Viviamo in un mondo in cui non si può prescindere dalla cultura e,
soprattutto, da una approfondita formazione. La mia “fortuna” più
grande non è stata aver trasformato in professione la mia passione,
ma aver avuto l’intelligenza e la giusta educazione per capire che
lo studio veniva prima di qualunque altro impegno. Senz’altro il
ciclismo mi ha insegnato doti di resistenza, costanza e dedizione, che
ho applicato allo studio. Allo stesso modo lo studio e l’apertura
culturale hanno fatto si che io abbia avuto gli strumenti per
studiare e comprendere meglio la teoria dell’allenamento e tutto
ciò che riguarda la tecnica del mio sport. Solo così si può
sperare di diventare atleti forti e “svegli”.
