Davide Frattini è un ciclista professionista italiano, nato a varese nel 1978, che corre nelle fila della formazione americana UnitedHealthCare Pro Cycling Team.
Nel 2001 vince il Giro d'Italia dilettanti, passa professionista nel 2002 e nel 2004 emigra prima negli Stati Uniti e poi in Canada, per continuare la sua carriera oltre oceano.
Sul suo profilo Twitter si presenta così: "padre, marito, ciclista professionista e ciclocrossista nel tempo libero"
Gli italiani vengono
spesso descritti come un popolo di creativi, disorganizzati, appassionati,
ricchi di gusto estetico, edonisti e molto altro ancora. Come le tue radici
culturali, italiane e varesotte, ti caratterizzano in qualità di sportivo
professionista, in gara e in allenamento?
Quando
corro ci sono un sacco di paesi rappresentati in gruppo. Ho colleghi italiani, tedeschi,
australiani e di ogni parte del mondo. In quei momenti mi accorgo come ogni
paese abbia un suo modo di fare e come questo venga trasmesso anche pedalando.
Noi italiani siamo più creativi, quando corriamo
da “italiani” lo trasmettiamo, e penso che questo discorso valga anche per me. Pensa
a Bettini e Nibali, scattano e vanno all’attacco senza essere matematici, in
modo istintivo. Atleti di altri paesi sono più metodici negli allenamenti e
nelle gare, come ad esempio gli inglesi.
Certo, questo in corsa può aiutare, mentre altre volte non
aiuta.