Ciao Michele...
Il sorriso, gli occhi sinceri e la voglia di vivere. Questo
era Michele Scarponi. Non era solo uno sportivo, non era solo un ciclista. Era
un uomo. Era un ragazzo. Era semplicemente speciale.
Per questo motivo la sua morte ha sconvolto così tanto l’opinione
pubblica, perché il suo sorriso, negli anni, ha lasciato il segno, scavando un
solco nei cuori di chi lo vedeva correre. Michele non era un cannibale della
bicicletta, non era il vincitore assoluto, era normale. Voleva vincere, ma
sapeva perdere e, soprattutto, era capace di riconoscere i propri limiti,
usandoli come un trampolino per superarsi.
